Campania esce dal piano di rientro sanitario: De Luca, «successo storico dopo 20 anni di crisi»
La Campania ha ufficialmente chiuso il piano di rientro sanitario che la teneva sotto commissariamento da oltre due decenni. A dare l’annuncio, con toni trionfalistici, è Piero De Luca, segretario regionale del Partito Democratico, che in una nota stampa definisce l’episodio «un risultato storico per la nostra terra».
Un percorso durato più di 20 anni
Il commissariamento era iniziato nel 2002 quando il debito sanitario regionale aveva superato i 5 miliardi di euro. Negli anni successivi la Campania ha dovuto rispettare obiettivi di finanza pubblica stringenti, imposti dal Ministero della Salute, con continui monitoraggi e la nomina di un commissario ad acta.
I numeri del risanamento
- Debito sanitario regionale: ridotto da oltre 5 miliardi (2002) a circa 1,3 miliardi (2024)
- Piano di rientro chiuso: dicembre 2023
- Risparmio annuale stimato: 300 milioni di euro
La reazione di Piero De Luca: «Merito del lavoro serio»
«Grande soddisfazione per l’uscita della Regione Campania dal piano di rientro sanitario», afferma De Luca. «Si tratta di un risultato storico – prosegue – che conferma l’efficacia del lavoro serio e rigoroso messo in campo negli anni passati dall’amministrazione regionale».
Il segretario PD sottolinea che «l’impegno collettivo di manager, medici, infermieri e personale amministrativo ha restituito dignità al servizio sanitario pubblico campano». Secondo De Luca, l’uscita dal piano «apre una nuova fase di sviluppo e investimenti» per il Sistema Sanitario Regionale.
Cosa cambia ora per i cittadini
Con la fine del commissariamento, la Campania recupera autonomia completa nella gestione dei budget ospedalieri, nei contratti di servizio e nella programmazione delle assunzioni. Il governo regionale potrà:
- Gestire liberamente i fondi Pnrr senza più vincoli commissariali
- Accelerare le assunzioni di medici e infermieri (oltre 3.000 posti vacanti)
- Pianificare nuovi investimenti in tecnologia e digitalizzazione
Le sfide future
Restano però nodi critici: la carenza cronica di personale, le liste d’attesa ancora troppo lunghe e il gap tra Nord e Sud in termini di qualità delle cure. «Ora occorre tradurre l’uscita dal piano in servizi tangibili per i cittadini», avverte il sindacato Fials Campania.
La sfida più urgente sarà evitare il rischio di una nuova crisi finanziaria, monitorando costantemente i conti e puntando su efficienza e prevenzione. L’esempio virtuoso della Campania potrebbe diventare un modello per altre regioni italiane ancora sotto commissariamento sanitario.
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