Salerno, rogo tossico di rifiuti speciali: arrestati in via Picenza
Colti sul fatto mentre danno fuoco a rifiuti speciali: l’arresto in via Picenza, Salerno
Nel tardo pomeriggio di sabato 25 maggio 2024, i Carabinieri della Compagnia di Salerno hanno interrotto un’attività illecita di smaltimento abusivo di rifiuti speciali lungo via Picenza, nel popoloso quartiere Mariconda. All’interno di un’area dismessa adiacente all’ex pastificio Antonio Amato, due persone sono state sorprese mentre riversavano e incendiavano tonnellate di materiali potenzialmente tossici.
Come è avvenuto il blitz dei carabinieri
L’allarme è scattato attorno alle 17:30, quando residenti e passanti hanno notato una densa colonna di fumo nero e un odore pungente di plastica e solventi. Sul posto sono immediatamente intervenute le pattuglie dell’Arma, che hanno bloccato i due responsabili mentre stavano per darsi alla fuga.
I militari hanno sequestrato un furgone Iveco Daily con targa campana, risultato intestato a una ditta di trasporti privata, e circa 15 quintali di rifiuti speciali non pericolosi misti a potenzialmente pericolosi: trucioli di metallo contaminati da oli esausti, imballaggi in plastica contenenti residui chimici e cartoni bitumati.
Le accuse e le conseguenze penali
I fermati, un 42enne e un 38enne entrambi del posto, sono stati arrestati in flagranza di reato per gestione illecita di rifiuti e combustione illecita di materiali potenzialmente pericolosi, reati previsti dall’art. 256 e 260-bis del D.Lgs. 152/2006.
Nella mattinata di lunedì 27 maggio, il Tribunale di Salerno ha convalidato l’arresto e disposto per entrambi gli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (NOE) in collaborazione con l’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania) per le analisi dei fumi e del terreno contaminato.
Il rischio ambientale per il quartiere Mariconda
L’intervento tempestivo ha evitato il propagarsi dell’incendio a un’area boschiva limitrofa, ma la combustione – protrattasi per oltre 30 minuti – ha rilasciato nell’atmosfera diossine, IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e metalli pesanti. I tecnici dell’ARPAC hanno prelevato campioni di terreno e aria per valutare l’inquinamento residuo.
Il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha convocato una task-force di protezione civile per monitorare la qualità dell’aria nelle prossime settimane e ha annunciato controlli anti-abbandono a tappeto su tutte le aree industriali dismesse della città.
Cosa succede adesso: bonifica e prevenzione
- Bonifica del terreno: il Comune ha già incaricato una ditta specializzata per la rimozione dei rifiuti bruciati e la messa in sicurezza dell’area.
- Multe accessorie: oltre alla pena penale, gli arrestati rischiano sanzioni amministrative fino a 50.000 euro.
- Telecamere di sorveglianza: verranno installate entro 60 giorni per prevenire nuovi abbandoni.
- Campagna informativa: dal 15 giugno partiranno incontri nelle scuole per sensibilizzare sui danni da rifiuti tossici.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Antonio Di Stasio, ha dichiarato: “Continueremo con controlli costanti su tutto il territorio salernitano per contrastare il fenomeno degli sversamenti illeciti che danneggia l’ambiente e la salute pubblica.”
Chiunque abbia informazioni utili può contattare il Nucleo Operativo Ecologico al numero 089 2585 555 o inviare segnalazioni anonime via posta elettronica certificata al seguente indirizzo: noe.salerno@pec.carabinieri.it.
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