Porto di Salerno: stop al sostegno per 110 lavoratori, Cgil e Filt chiedono tavolo urgente
Il caso CULP Flavio Gioia: perché 110 dipendenti rischiano di restare senza ammortizzatori sociali
La Cgil Salerno e la Filt Cgil hanno lanciato un allarme di massima gravità sul futuro di 110 lavoratrici e lavoratori della CULP Flavio Gioia, la consolidata cooperativa che opera all’interno del porto di Salerno. Secondo le organizzazioni sindacali, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (AdSp MTC) ha finora negato l’accesso al sostegno economico previsto dall’articolo 199 del Jobs Act, lasciando le maestranze senza ammortizzatori sociali alla vigilia della stagione estiva.
Cosa prevede l’articolo 199 e perché è cruciale per il porto di Salerno
L’art. 199 della legge 92/2012 – soprannominato “ammortizzatore sociale in deroga” – consente di erogare una indennità di disoccupazione straordinaria alle lavoratrici e ai lavoratori impiegati negli scali marittimi in presenza di crisi aziendale o riduzione dell’attività. Il provvedimento è stato spesso utilizzato nel comparto logistica-portuale per far fronte a cali di traffico merci o a contratti in scadenza.
La protesta delle organizzazioni sindacali
In una nota congiunta, i segretari generali Carmine Mascolo (Cgil Salerno) e Salvatore Petrone (Filt Cgil) denunciano «una vera e propria ostruzionismo burocratico da parte dell’AdSp MTC»:
- Nonostante le richieste reiterate via pec e raccomandate dal mese di marzo, non è mai stata calendarizzata una riunione tecnica.
- Il mancato riconoscimento del sostegno mette a rischio 110 posti di lavoro diretti e indiretti nel comparto portuale salernitano.
- Le lavoratrici e i lavoratori CULP Flavio Gioia operano, tra l’altro, nella movimentazione di container, rotabili e merci deperibili, attività strategiche per l’economia della Campania.
Il nodo della governance portuale e l’appello al Ministero
L’autorità di sistema ha competenza sull’erogazione dei fondi solo in presenza di un’istruttoria condivisa con le parti sociali. Secondo la Cgil Salerno, però, «i termini tecnici per avviare l’istruttoria sono già ampiamente maturati».
Per questo motivo i sindacati chiedono:
- La convocazione immediata di un tavolo tecnico presso la sede dell’AdSp MTC.
- L’intervento del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per «sbloccare la vertenza» e ridisegnare i criteri di accesso agli ammortizzatori nel settore portuale.
- La garanzia di continuità occupazionale almeno fino al prossimo bando di appalto, previsto per ottobre 2024.
Il rischio occupazionale nel cuore della logistica campana
Il porto di Salerno è oggi il quarto scalo campano per volumi di traffico e il primo per movimentazione di frutta e prodotti ortofrutticoli. Un’eventuale interruzione dei servizi della CULP Flavio Gioia potrebbe causare:
- ritardi nelle spedizioni di merci pericolose e deperibili;
- incremento dei costi logistici per le aziende esportatrici;
- ricadute negative sull’indotto territoriale, stimato in oltre 2.500 addetti.
Le prossime tappe della vertenza
Per il prossimo 10 giugno è previsto un presidio permanente dei lavoratori davanti alla sede dell’AdSp MTC a Napoli. Le segreterie provinciali di Cgil e Filt, inoltre, hanno già escalation delle azioni sindacali fino a uno sciopero generale del porto di Salerno qualora non pervenga entro sette giorni la convocazione del tavolo.
«Non permetteremo che 110 famiglie diventino ostaggio di un braccio di ferro istituzionale», concludono Mascolo e Petrone. «Il diritto al lavoro e alla tutela sociale non è negoziabile».
Per aggiornamenti in tempo reale sulla vertenza CULP Flavio Gioia e sulle iniziative sindacali nel porto di Salerno, segui la nostra sezione dedicata al lavoro e alle infrastrutture in Campania.
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