Area PIP Sarno: Sirica (FdI) denuncia lo stallo e chiede soluzioni rapide
Sarno sotto accusa: il PIP bloccato da oltre un decennio
Sarno (SA) – L’ex zona PIP di via Amendola resta da anni un’area fantasma nel cuore della Valle del Sarno. Prevista come moderno polo produttivo con oltre 50 mila metri quadrati di superficie utile, dal 2008 la struttura è chiusa da recinzioni arrugginite: un simbolo concreto di ritardi amministrativi, iter burocratici infiniti e mancanza di visione strategica. Secondo gli ultimi dati Ispra, sul territorio insistono oltre 300 ettari di aree industriali dismesse o sottoutilizzate in tutta la Valle, e il PIP sarnese è la “testimonianza più fotografata” di questo fenomeno.
Fratelli d’Italia alza la voce: «Basta temporeggiare»
Andrea Sirica, consigliere comunale di Sarno e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, scende in campo per chiedere «interventi concreti, non promesse». In un comunicato diffuso oggi, Sirica evidenzia che il progetto originario – finanziato con 2,3 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2006 – è rimasto lettera morta.
«Sarno non può permettersi un altro anno di stallo – dichiara Sirica – Se l’Amministrazione non trova soluzioni, presenteremo un dossier completo alla Procura regionale per danno erariale e chiederemo un’audizione in Commissione Attività produttive alla Regione Campania».
I numeri del fallimento
- 2006: finanziamento MISE per 2,3 milioni di euro per la realizzazione del PIP
- 2007-2012: lavori bloccati per vincoli paesaggistici e nuova viabilità
- 2015: variante urbanistica che ridimensiona superficie utile
- 2018-oggi: area totalmente inagibile, con costi di manutenzione a carico del Comune per 180 mila euro/anno
Le proposte di Fratelli d’Italia per rilanciare l’area
L’ipotesi di Sirica passa attraverso quattro capisaldi:
- Convenzione con l’Università di Salerno: adibire parte delle strutture a laboratori di ricerca e incubatori per startup agritech e foodtech, settori trainanti dell’agroalimentare sarnese.
- Programma di rigenerazione urbana: finanziare lavori con fondi PNRR (Missione 2) per trasformare il PIP in un Distretto di Economia Circolare, con impianti per la produzione di energia da biomasse agricole e riciclo di plastica agricola.
- Via libera al fotovoltaico: installare pannelli FV sulle coperture esistenti da destinare alla comunità energetica rinnovabile “Valle del Sarno Energia”, già presentata all’ARERA.
- Tavolo permanente con imprenditori e sindacati: garantire partecipazione attiva di Confindustria Salerno, CNA, CGIL-CISL-UIL per definire un piano di rientro occupazionale entro 12 mesi.
Cosa rischia Sarno se non si agisce
Secondo una ricerca dell’Osservatorio Svimez, le aree produttive abbandonate costano al Sud Italia 1,3 miliardi di euro all’anno in mancati introiti fiscali, perdita di posti di lavoro e degrado ambientale. «L’area PIP è un tassello di questo mosaico – spiega l’urbanista Laura Esposito, consulente di FdI – Se non la riqualifichiamo, il rischio è trasformare Sarno in un dormitorio senza economia locale».
Le prossime scadenze sul tavolo
Entro il 30 giugno 2024 scade il termine per presentare progetti congiunti Comune-Regione sul bando “Rigenerazione urbana 2024” da 3,5 milioni di euro. «Siamo pronti a depositare la nostra proposta – conclude Sirica – ma l’Amministrazione deve convocare l’assemblea dei soci della società PIP Sarno Spa entro i primi di maggio».
Con il countdown ormai avviato, il PIP di Sarno diventa banco di prova per la capacità politica dell’intera Valle del Sarno di voltare pagina dopo anni di immobilismo.
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