Arrestato il boss Roberto Mazzarella: la latitanza finisce in villa da 1.000€ a notte
Capoclan Mazzarella catturato a Vietri sul Mare: il blitz dei carabinieri
Roberto Mazzarella, 47 anni, capo dell’omonima famiglia camorrista egemone a Napoli e provincia, è stato arrestato nella notte tra lunedì e martedì a Vietri sul Mare, la “porta” della Costiera Amalfitana. L’operazione, condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Napoli e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha visto la luce grazie a un mix di intercettazioni classiche e l’analisi dei movimenti sui social network, oltre al pedinamento dei soldi in contante.
La villa-lusso in località Fuenti: 1.000 € a notte tra Vietri e Cetara
L’ultimo nascondiglio del boss era una villa turistica di super-lusso in località Fuenti, a metà strada fra Vietri sul Mare e Cetara. La struttura, affacciata sul golfo e immersa nella vegetazione mediterranea, ha tariffe che superano i 1.000 euro a notte per le suite più esclusive. Un rifugio apparentemente sicuro, ma finito sotto la lente degli investigatori dopo la serie di bonifici sospetti che provenivano da conti intestati a prestanome.
Secondo quanto ricostruito, Mazzarella si era trasferito nella villa lo scorso 3 maggio, convinto di poter sfuggire ai controlli grazie alle rotte secondarie della costiera. I militari, però, hanno intercettato alcune sue storie Instagram pubblicate da un complice – poi anch’esso indagato – contenente dettagli riconoscibili sulla posizione. L’esatta topografia del luogo è emersa incrociando i dati delle celle telefoniche e le immagini satellitari, permettendo il blitz che è avvenuto intorno alle 4:30 del mattino.
Il profilo criminale di Roberto Mazzarella
Roberto Mazzarella è ritenuto dagli inquirenti il reggente indiscusso del clan da lui fondato negli anni ‘90. Secondo le accuse della DDA napoletana, il gruppo:
- controlla il traffico di droga tra Napoli est e le province di Caserta e Salerno;
- gestisce estorsioni su appalti pubblici e commercianti nei quartieri San Giovanni a Teduccio e Barra;
- investe illecitamente capitali in attività turistiche e immobiliari sul litorale domizio e nella Costiera Amalfitana.
Il 47enne era latitante dal 27 marzo 2024 dopo che la Corte di Appello di Napoli aveva confermato la condanna a 16 anni e 8 mesi per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti e tentato omicidio.
Le indagini: soldi e social come “traditori”
Le indagini che hanno portato all’arresto partono da un’ispezione tributaria su una società di event management con sede a Salerno. Bonifici per oltre 200.000 euro in tre mesi, intestati a due prestanome risultati parenti stretti di Mazzarella, hanno richiamato l’attenzione della Guardia di Finanza. In parallelo, l’analisi forense degli smartphone sequestrati ad alcuni fiancheggiatori ha mostrato:
- Geo-tag nascosti in foto di lusso pubblicate sul profilo di un “influencer” collegato al clan;
- Conversazioni criptate su Telegram con indicazioni su orari e vie di fuga;
- Pagamenti con criptovalute convertiti subito in contanti presso sportelli ATM di Vietri e Cetara.
“Mazzarella ha continuato a gestire il clan anche da latitante, usando i social come un moderno manganello” – ha dichiarato il procuratore aggiunto Maria Teresa Principessa – “ma la rete digitale che ha creato per controllare il territorio è diventata la sua trappola”.
Implicazioni e prossimi passaggi giudiziari
L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Salerno, che ha disposto la custodia cautelare in carcere nel penitenziario di Fuorni. Contestualmente sono scattate perquisizioni in 12 abitazioni tra Napoli, Salerno e Caserta, con sequestri per 3,5 milioni di euro tra immobili, auto di lusso e conti correnti.
Le indagini proseguono ora per individuare il gruppo di supporto logistico che ha garantito al boss elusione e sostentamento. Gli inquirenti ipotizzano che una rete di complicità si sia infiltrata anche nel settore ricettivo della Costiera, rendendo necessari controlli a tappeto su ville e resort ad alto valore aggiunto.
Fonti: Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, Tribunale di Salerno – Sezione GIP
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