Chiusura tribunali nel Sud, l’Ordine forense di Salerno: «No alla riforma ANM»
La proposta ANM: 87 tribunali a rischio chiusura, 139 in tutto il Paese
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha presentato un piano di riduzione della geografia giudiziaria che taglierebbe 87 tribunali su 139. L’idea, spiega il documento ufficiale, nasce per migliorare l’efficienza processuale e ridurre i costi, ma il Sud Italia pagherebbe il prezzo più alto: le sedi più piccole verrebbero accorpate a quelle di maggior rilievo, con un’onda lunga che colpirebbe anche le province lucane.
I tribunali lucani nel mirino: Lagonegro e Vallo della Lucania verso l’accorpamento
Secondo la bozza circolata in queste ore, il Tribunale di Lagonegro e quello di Vallo della Lucania sarebbero fra i primi cancellati dalle mappe giudiziarie. La loro competenza passerebbe rispettivamente a Potenza e a Salerno, con un inevitabile aumento di carico sulle aule già congestionate. Il rischio, denunciano gli avvocati, è una “giustizia a due velocità”: più lenta e costosa per i cittadini dei piccoli centri, più rapida per chi vive nei capoluoghi.
La replica dell’Ordine degli Avvocati di Salerno: «Stop ai tagli lineari»
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno non ci sta. In una nota diffusa ieri sera, il presidente Avv. Mario Esposito annuncia «battaglia politica e legale». «Non possiamo accettare scelte calate dall’alto che ignorano la realtà del territorio – afferma Esposito –. Chiudere i tribunali del Sud significa costringere imprese e cittadini a viaggiare centinaia di chilometri per un processo di primo grado, penalizzando soprattutto le fasce più deboli della popolazione».
Tre motivi del no salernitano
- Accesso alla giustizia: i tempi di trasferta aumenterebbero fino a 3-4 ore per residenti in aree interne.
- Costi processuali: oneri maggiori per avvocati e parti civili, con tariffe di viaggio e pernottamento che lievitano.
- Occupazione: il rischio di perdere oltre 200 posti di lavoro fra cancellerie, uffici di cancelleria e servizi ausiliari.
Il contesto nazionale: perché l’ANM punta alla spending review
Il dossier dell’ANM non nasce dal nulla. I numeri del Ministero della Giustizia aggiornati al 31 dicembre 2023 evidenziano un arretrato di oltre 5,7 milioni di processi civili e penali. La spesa per gli edifici giudiziari sfiora 1,2 miliardi di euro l’anno; dimezzare le sedi, secondo i tecnici, consentirebbe un risparmio annuo di 180-220 milioni. «Serve una spending review coraggiosa», ha dichiarato il vice-presidente dell’ANM, Maria Grazia D’Amelio, ma il confronto con le categorie è «ancora aperto».
La roadmap delle proteste: assemblee, audizioni e manifestazioni
L’Ordine forense di Salerno ha già calendarizzato le prime iniziative:
- Giovedì 14 giugno 2024, ore 17:00 – assemblea pubblica presso la Sala del Tribunale di Salerno con i presidenti degli Ordini limitrofi.
- Martedì 18 giugno 2024 – audizione in commissione Giustizia della Regione Campania.
- Prima decade di luglio 2024 – manifestazione nazionale a Roma in piazza Montecitorio con il patrocinio del CNF.
Intanto, online è già partita la raccolta firme #SalvaITribunaliDelSud che, in 48 ore, ha superato quota 10.000 adesioni.
Il prossimo passo: la bozza di legge in Parlamento
Il governo ha preannunciato che presenterà la propria riforma entro la fine di luglio, ma la partita è ancora tutta da giocare. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha richiesto un’integrazione sul modello proposto dall’ANM, «pronto ad ascoltare Regioni e Ordini professionali». L’obiettivo dichiarato è quello di «non perdere alcuna sede se non in presenza di evidenti inefficienze», ma per l’avvocatura salernitana è tempo di mobilitazione: «Non molliamo: il diritto alla giustizia non si comprime con i tagli.»
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