Salerno, l’assedio al Porticciolo: 2.000 firme contro il progetto “invasivo”
Porticciolo di Pastena sotto assedio: nasce il Comitato “Giù le mani dal Porticciolo”
Il Porticciolo di Pastena a Salerno è diventato il cuore pulsante del dibattito urbano cittadino. Un nodo cruciale che mette in luce criticità profonde nella visione e nella gestione del waterfront salernitano, ma anche un autentico laboratorio di partecipazione democratica. È in questo clima di fermento che è nato il Comitato spontaneo “Giù le mani dal Porticciolo”, movimento di cittadini che denuncia l’eccessiva invasività dei lavori previsti e chiede la tutela di uno spazio pubblico di valore inestimabile.
Porject financing e opere “invasiva”: le ragioni della protesta
Il progetto cui il Comitato si oppone prevede l’ampliamento di un’area turistico-ricettiva lungo la fascia costiera di Pastena, attraverso la formula del project financing. Secondo gli attivisti, l’intervento:
- sottrarrebbe centinaia di metri quadrati di suolo pubblico all’uso collettivo;
- precluderebbe l’accesso libero alla fruizione del mare a residenti, pescatori, diportisti e vacanzieri;
- altererebbe l’identità storico-culturale di uno degli approdi più suggestivi del Golfo di Salerno.
“Non si tratta solo di opere in più o in meno, ma di una rivisitazione radicale del rapporto tra città e mare – spiega una portavoce del Comitato –. Il rischio è la trasformazione di un luogo aperto in un’area privata a uso esclusivo.”
2.000 firme in pochi giorni: la solidità della mobilitazione
In appena dieci giorni dalla sua costituzione, il Comitato ha raccolto oltre 2.000 firme di cittadini salernitani e non solo. Un dato che, sottolineano gli organizzatori, “non è un semplice numero, ma la fotografia di una cittadinanza allarmata e pronta a farsi sentire”. Le adesioni provengono:
- da associazioni di pescatori che da decenni utilizzano il porticciolo;
- da circoli di vela e sub che temono la perdita di accessi diretti al mare;
- da residenti che sostengono il valore sociale del borgo marinaro;
- da turisti che, tornando ogni anno a Salerno, considerano Pastena un patrimonio da preservare.
Le firme sono state raccolte sia in presenza, con banchetti informativi nei weekend, sia online attraverso la piattaforma Change.org, dimostrando un’abilità nella comunicazione 2.0 che amplifica la portata del messaggio.
I prossimi passi: assemblee, audizioni e confronti istituzionali
Il Comitato ha già annunciato un calendario fitto di iniziative:
- assemblee pubbliche nelle scuole e nei circoli di quartiere per informare la cittadinanza;
- richiesta di audizione in Consiglio comunale;
- tavolo tecnico con assessorati competenti per valutare alternative progettuali.
“Vogliamo mettere al centro la salvaguardia di un luogo di identità collettiva. Non ci opponiamo allo sviluppo, ma chiediamo che gli interventi rispettino la vocazione originaria del Porticciolo”, concludono gli attivisti.
Perché il caso di Pastena interessa tutta Italia
Il tema sollevato dal Comitato “Giù le mani dal Porticciolo” non è un episodio isolato. In molte città costiere italiane, il ricorso al project financing per la riqualificazione del waterfront solleva interrogativi sul bilanciamento tra esigenze imprenditoriali e diritto alla città. A Salerno, il confronto assume i contorni di un test nazionale: come conciliare crescita economica e tutela del bene comune, senza perdere l’anima dei luoghi?
Il prossimo appuntamento è per sabato 18 maggio, ore 18.00, sulla banchina del Porticciolo: sarà l’occasione per capire se il suono delle 2.000 voci raccolte dal Comitato riuscirà a cambiare il corso del progetto.
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