Intramoenia Ruggi Salerno, Udc chiede verifiche in Ginecologia dopo le dimissioni del dg Papa
Le segnalazioni dei cittadini e l’allarme del partito di Polichetti
Salerno – Nuovo capitolo nel dibattito sulla sanità pubblica salernitana: l’Udc preme affinché l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” faccia piena luce sulle attività intramoenia del reparto di Ginecologia. A lanciare l’allarme è Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Sanità del partito, sulla scia di numerose segnalazioni giunte da pazienti e operatori.
Dimissioni del direttore generale e criticità interne
L’intervento di Polichetti arriva a pochi giorni dalle dimissioni del direttore generale Marco Papa, avvenute il 14 giugno 2024 in seguito a contrasti emersi con il management e a una serie di contestazioni interne. Secondo il dirigente centrista, l’uscita di Papa avrebbe “acuito le preoccupazioni di cittadini e personale”, inducendo l’Udc a sollecitare “interventi immediati di verifica e trasparenza”.
Intramoenia al Ruggi: cosa rischiano pazienti e contribuenti
L’attività intramoenia – prestazioni sanitarie svolte da medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale al di fuori dell’orario di servizio, a pagamento – è consentita dalla legge Balduzzi (n. 189/2012), ma deve rispettare rigorosi criteri:
- Non devono essere utilizzate strutture, apparecchiature o materiale dell’azienda sanitaria senza un regolare accordo economico;
- Non devono creare “conflitto d’interesse” con l’attività pubblica né ledere l’erogazione delle prestazioni convenzionate;
- Deve essere sempre garantita la programmazione chirurgica e l’accesso ai ricoveri ordinari.
Secondo le segnalazioni raccolte dall’Udc, nel reparto di Ginecologia del Ruggi alcune prestazioni in intramoenia avverrebbero “in orario sovrapposto con quello pubblico”, creando code agli ambulatori e ritardi negli interventi programmati. Inoltre, sarebbero emersi casi di utilizzo di sala operatoria e personale infermieristico nell’arco delle 24 ore, senza distinzione chiara fra turno di servizio e prestazioni private.
Le richieste dell’Udc
Per questo, Polichetti ha inviato una nota formale al commissario ad acta dell’Asl Salerno e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, chiedendo:
- Audit straordinario sulle attività di intramoenia della Ginecologia, con accesso ispettivo alle sale operatorie e ai registri di prenotazione;
- Pubblicazione dei dati sul numero di prestazioni private erogate, sui ricavi incassati dall’azienda e sul rispetto dei turni;
- Messa in sicurezza del calendario chirurgico pubblico, per evitare slittamenti o riduzioni dei tempi d’attesa;
- Coinvolgimento del garante regionale per la privacy e della Direzione generale Welfare, per verificare il trattamento dei dati sensibili dei pazienti.
La replica dell’azienda
Fino a oggi l’azienda ospedaliera non ha ancora diffuso un comunicato ufficiale. Tuttavia, fonti interne confermano che il direttore sanitario facente funzioni, dott.ssa Luisa Iannicelli, ha convocato un tavolo tecnico venerdì 21 giugno con i primari di Ostetricia e Ginecologia, la direzione infermieristica e il responsabile dell’Ufficio Controllo di Gestione per fare il punto sulle procedure di intramoenia.
Perchè il caso Ruggi interessa tutta la Campania
Il dibattito si inserisce in un quadro regionale in cui l’intramoenia ha generato più di 42 milioni di euro di ricavi nel 2023 (+8% sul 2022). Se la trasparenza non è garantita, il rischio è quello di una “doppia velocità” nel Servizio sanitario: prestazioni rapide per chi può pagare, liste d’attesa più lunghe per gli altri. L’indagine richiesta dall’Udc potrebbe diventare un caso-test per tutti gli ospedali campani, a partire da quelli ad alta densità di prestazioni private come il Cardarelli di Napoli e il Moscati di Avellino.
Prossimi passi
Il commissario ad acta ha tempo fino al 30 giugno 2024 per rispondere alla richiesta dell’Udc e avviare le verifiche. Nel frattempo, i parlamentari regionali del partito annunciano l’iscrizione di un’interrogazione urgente in Consiglio regionale: chiederanno di conoscere entro 30 giorni i risultati dell’audit e le eventuali sanzioni per i responsabili. La parola ora passa alla politica e alla magistratura: cittadini e operatori attendono risposte concrete.
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