Funerali Giovanni Paolo II, 8 aprile 2005: quando Roma accolse 4 milioni di pellegrini
8 aprile 2005, piazza San Pietro: il mondo piange Giovanni Paolo II
È notte quando Roma comincia a riempirsi di lacrime, preghiere e campane a morto. È l’8 aprile 2005, e la Città Eterna diventa per ventiquattrore il cuore commosso del pianeta intero. Oltre 4 milioni di pellegrini – secondo dati della Questura – affollano le strade che lambiscono la basilica di San Pietro per dare l’ultimo saluto a Papa Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile dopo 26 anni e 5 mesi di pontificato.
La cerimonia funebre: Ratzinger presiede, 200 delegazioni ufficiali
Alle ore 10.00 scocca l’inizio del rito che il cardinale Joseph Ratzinger, allora decano del Collegio Cardinalizio, celebra con la sobrietà e la forza spirituale che contraddistinguerà il suo futuro ministero petrino. Accanto a lui, 120 porporati e più di 200 delegazioni ufficiali tra capi di Stato, di governo e monarche provenienti da ogni continente: George W. Bush, Jacques Chirac, Vladimir Putin, la regina Elisabetta II rappresentata dal principe Carlo, il principe ereditario saudita Abdullah e decine di altri leader. Un record di presenze politiche mai visto prima per un funerale pontificio.
Il pellegrinaggio spontaneo: 3 giorni di veglia in piazza
Già dal 4 aprile la folla inizia a formarsi. Studenti polacchi, giovani del World Youth Day, famiglie intere con stelle di David e croci copti, cartelli in arabo, spagnolo e coreano: il popolo di Giovanni Paolo II si riconosce in un’unica lingua di fede. Di notte le luci di migliaia di candele tremolano come lucciole davanti al sagrato, mentre coristi romani intonano Sub tuum praesidium. Vescovi e sacerdoti distribuiscono la Comunione in processione continua sotto il colonnato berniniano.
Dati e curiosità dell’evento epocale
- Presenza Tv: 87 emittenti collegate in diretta mondiale
- Copertura stampa: 5.000 giornalisti accreditati
- Traduzione simultanea: in 42 lingue
- Speakers: altoparlanti installati fino a piazza Risorgimento
- Sicurezza: 20.000 agenti di polizia e 3.000 volontari del servizio d’ordine vaticano
L’omelia di Ratzinger: «Il gran pastore non ci abbandona»
Eloquente e commosso, il futuro Benedetto XVI paragona il defunto pontefice a “un grande araldo della speranza” e lo saluta con la frase che resterà nella storia: «Siamo certi che il nostro amato Papa stia davanti alla finestra del Padre, ci vede e ci benedice». Il rito si chiude con il Miserere intonato in greco e latino, mentre il feretro di legno di cipresso viene porto verso la tomba nelle Grotte Vaticane, ai piedi della basilica, a pochi metri dal sarcofago di San Pietro.
Il lascito di Giovanni Paolo II e la sua eredità globale
Morto a 84 anni, Karol Józef Wojtyła lascia un’impronta indelebile: 104 viaggi apostolici, 1.338 canonizzazioni, la Catechesi dell’Uomo e l’invito aperto alla gioventù di «non avere paura». Il suo pontificato ha tra i numeri più alti della storia della Chiesa: 231 nuovi santi, 1.310 beati e la promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Anche oggi, a vent’anni di distanza, l’8 aprile resta una data di raccoglimento per i cattolici di tutto il mondo, ricordata come il giorno in cui Roma – e il pianeta – salutarono il santo che “fece cadere il Muro” e aprì la Chiesa al nuovo millennio.
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