Palazzo arcivescovile chiude le parrocchie ai partiti: stop politica nei locali ecclesiastici pre-voto
Campagna elettorale 2025, il vescovo Bellandi blocca sale e oratori: “Niente propaganda nelle parrocchie”
L’Arcidiocesi di Salerno–Campagna–Acerno ha disposto il divieto assoluto di utilizzare chiese, oratori, sale parrocchiali e centri giovanili per incontri politici fino al 25 maggio. La direttiva, firmata il 2 maggio dall’arcivescovo monsignor Andrea Bellandi, è arrivata con una circolare inviata a tutti i parroci e ai responsabili di centri diocesani, anticipando la tornata elettorale amministrativa che interesserà l’intera provincia.
Il testo integrale dell’ordinanza: “I locali parrocchiali restino fuori dalla contesa”
Nella lettera indirizzata “Ai Reverendissimi Parroci”, il presule esplicita il timore che nei prossimi giorni possano arrivare pressioni da parte dei partiti: “in prossimità delle elezioni amministrative che si terranno nei giorni 24 e 25 maggio p.v. negli 8 comuni salernitani (Salerno, Campagna, Laviano, Valva, ecc.) potrebbero pervenire richieste di utilizzo di locali parrocchiali – aule, saloni, oratori – per lo svolgimento di incontri connessi, direttamente o indirettamente, alla competizione politica”.
Perché il vescovo ha deciso il “lockdown” politico delle parrocchie
Fonti vicine a Palazzo Arcivescovile spiegano che la decisione nasce da tre ordini di motivazioni:
- Salvaguardare la neutralità ecclesiale: evitare che una chiesa venga associata a un simbolo o a un candidato;
- Tutelare i fedeli: evitare tensioni all’interno delle comunità in un momento già teso per la diocesi, alle prese con la riorganizzazione pastorale;
- Rispettare la destinazione d’uso: oratori e sale parrocchiali sono pensati per catechesi e attività caritative, non per comizi.
Reazioni politiche: “Rispettiamo, ma serve confronto”
Il primo cittadino uscente Vincenzo Napoli (centrodestra) ha dichiarato: “I partiti non hanno mai abusato delle parrocchie, ma comprendiamo la preoccupazione del vescovo. Il dialogo con le istituzioni religiose resta fondamentale”. Dall’opposizione, il candidato sindaco del Pd, Maria Grazia Di Muro, ha annunciato che “cercheremo altri spazi aperti alla cittadinanza, senza entrare in conflitto con le indicazioni pastorali”.
Come cambia la campagna elettorale nei Comuni interessati
Con la chiusura di oltre 120 locali ecclesiastici distribuiti in 8 comuni, i partiti stanno già rivedendo il calendario degli incontri:
- Multiuso comunali e auditorium cittadini vedranno un aumento delle prenotazioni;
- Circoli privati e associazioni di quartiere offriranno sale gratuite ai candidati;
- Spazi digitali: previsto un incremento di live streaming e incontri su Zoom/Teams per aggirare la carenza di sale.
Precedenti e normative: la Costituzione e il Concordato
La scelta di monsignor Bellandi trova fondamento nell’articolo 7 della Costituzione e nell’articolo 2 del Concordato lateranense, che tutelano la “indipendenza e sovranità” della Chiesa nella gestione dei suoi beni. In passato, la Diocesi di Salerno ha già imposto limiti simili in occasione delle elezioni politiche 2022 e del referendum costituzionale 2016.
Le prossime tappe verso il voto del 25 maggio 2025
Alla luce della direttiva vescovile, i comitati elettorali hanno fino al 20 maggio per presentare le nuove liste aggiornate con le sedi alternative. Intanto, l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro ha aperto un canale WhatsApp (329-1234567) per segnalare eventuali pressioni indebite sui parroci.
Come precisa la stessa nota, la disposizione vale “fino a cessato pericolo”: la normalità tornerà solo dopo la chiusura dei seggi del 25 maggio.
Lascia un commento