Malasanità Napoli: 500 mila euro di risarcimento per errore chirurgico ASL
Napoli, 6 maggio 2025 – Un intervento chirurgico mal eseguito, una vita spezzata e una famiglia che ha trovato giustizia dopo anni di battaglia legale. Lo Studio Associato Maior Società tra Avvocati Srl ha ottenuto una sentenza storica contro una struttura dell’ASL napoletana, che dovrà versare oltre 500.000 euro di risarcimento ai familiari di un paziente deceduto a seguito di un intervento chirurgico mal gestito.
Le circostanze del caso: un intervento che finisce in tragedia
Secondo quanto emerso dalle carte processuali, il paziente – un 58enne di Napoli – era stato sottoposto a un intervento di laparoscopia parziale per un tumore alla colecisti. Durante l’intervento, però, si è verificata una lesione irreversibile al dotto biliare principale. Nonostante i tentativi di revisione chirurgica, le complicanze sono risultate fatali: il paziente ha sviluppato una peritonite biliare fulminante e è deceduto dopo 18 giorni di agonia nel reparto di terapia intensiva.
Le responsabilità: colpa medica e omessa informazione
L’indagine giudiziaria – condotta dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Maior – ha evidenziato due gravi profili di responsabilità:
- Errore chirurgico: la lesione del dotto biliare è stata causata da una manovra impropria durante la dissezione laparoscopica
- Omessa informazione: i familiari non sono stati adeguatamente informati sui rischi dell’intervento né sulle alternative terapeutiche
Il Tribunale di Napoli, con sentenza n. 2847/2025, ha riconosciuto la colpa medica grave dell’equipe chirurgica e condannato l’ASL all’immediato pagamento del risarcimento.
Reazione dello Studio Maior: “È una vittoria della giustizia, non solo dei nostri assistiti”
Per l’avv. Pierlorenzo Catalano, coordinatore del dipartimento malasanità dello Studio Maior, si tratta di un precedente importante: «È una sentenza che sancisce il diritto dei cittadini a ricevere cure adeguate e informazioni complete. Il valore del risarcimento è significativo, ma ancora più importante è il messaggio: la salute non è negoziabile».
L’avv. Michele Francesco Sorrentino ha sottolineato come «la celerità del processo – concluso in 3 anni e mezzo anziché i consueti 8-10 – dimostri che la giustizia penale e civile può essere rapida quando c’è determinatezza».
Impatto sul sistema sanitario campano
L’ASL Napoli 1 ha comunicato che «prenderà atto della sentenza e procederà al pagamento». Al contempo, è stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei due chirurghi coinvolti, attualmente sospesi dall’attività clinica. L’Ordine dei Medici di Napoli ha invitato alla formazione obbligatoria sulla sicurezza chirurgica per tutti gli specialisti di chirurgia laparoscopica.
Consigli pratici per tutelarsi in caso di malasanità
Lo Studio Maior ha redatto un piccolo vademecum per i cittadini:
- Conservare tutti i referti medici e le prescrizioni
- Richiedere copia cartacea e digitale della cartella clinica completa
- Rivolgersi tempestivamente a un avvocato specializzato nel settore
- Avviare una perizia medico-legale indipendente entro 90 giorni dal presunto errore
Conclusioni: la lezione di Napoli per tutta Italia
Il caso napoletano si inserisce in un trend nazionale: secondo il Rapporto 2025 di Agenas, le richieste di risarcimento per malasanità sono cresciute del 23% nell’ultimo triennio, con un valore medio di 430.000 euro a favore delle vittime. «La sentenza di Napoli dimostra che la responsabilità medica non è una parola vuota», conclude l’avv. Filippo Maior. «Chi ha subito danni ingiusti ha il diritto – e oggi anche gli strumenti – di ottenere giustizia».
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