Traffici di rifiuti, la Commissione Ecomafie svela la rete criminale: relazione shock a Salerno
Salerno, 8 aprile 2026 – La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri reati ambientali – meglio nota come Commissione Ecomafie – ha consegnato alla città di Salerno la sua indagine più delicata: la relazione finale sul filone “Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea”. La presentazione, avvenuta in Prefettura alla presenza delle autorità locali e dei vertici nazionali delle forze di polizia, traccia un’inedita mappa delle rotte criminali che da anni trasformano l’Europa nella pattumiera d’Italia.
Il dossier Salerno: i numeri dell’emergenza rifiuti transnazionali
Il documento, frutto di 14 mesi d’indagine coordinati dal presidente della Commissione, deputato Jacopo Morrone, fotografa flussi illegali di oltre 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi spostate illegalmente fra Italia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Paesi del Nord Africa nel solo biennio 2023-2025. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dietro questi traffitti si cela una rete di imprese cartiere e società di intermediazione che nasconde la destinazione finale di ceneri pesanti, fanghi industriali e rifiuti ospedalieri dietro false certificazioni di recupero.
Le rotte del crimine: da Napoli a Bucarest passando per il Mar Nero
Il rapporto individua quattro principali corridoi logistici:
- Corridoio Tirrenico-Balcanico: container partiti dal porto di Salerno e arrivati a Costanza, poi smistati su camion che raggiungono discariche abusive in Romania meridionale.
- Asse Adriatico-Danubio: navi feeder da Bari e Ancona che scaricano in Croazia, dove i rifiuti vengono “riciclati” in cemento armato.
- Rotta Sud-Med: dall’Area portuale di Gioia Tauro a Tangeri, in Marocco, per finire in discariche non autorizzate nel Rif.
- Via A27-Alemagna: camion con targhe tedesche che attraversano il Brennero per smaltire rifiuti tossici in repubbliche ex-Jugoslave.
Le società fantasma nel mirino
Il dossier nomina 37 imprese sospette – di cui 14 con sede legale in provincia di Salerno, Napoli e Caserta – e 23 persone finite sotto inchiesta per associazione a delinquere transnazionale, falsità in scrittura privata e violazione del codice penale ambientale (art. 256-bis e 260). Fra le ipotesi più gravi: l’esportazione di rifiuti contenenti mercurio e amianto contravvenendo al Regolamento europeo 1013/2006 (Basel).
Le 7 proposte shock della Commissione Ecomafie
Per contrastare il fenomeno, l’indagine elenca misure urgenti:
- Registro unico europeo dei trasporti di rifiuti con QR code anticlonazione.
- Unità speciali miste Carabinieri NOE, Guardia di Finanza e Europol nei porti chiave.
- Pene detentive minime garantite di 6 anni per traffico transnazionale di rifiuti tossici.
- Fondo di 25 milioni di euro per bonifiche immediate nelle aree più colpite.
- Porto di Salerno come “hub sperimentale” con scanner anfibio e droni anti-smog.
- Whistleblowing alimentato da premi fino a 50.000 euro per chi denuncia.
- Protocollo italo-balcanico per scambio di dati in real-time sulle movimentazioni.
Le reazioni politiche: Morrone, «non più solo Salerno ma tutta l’Europa»
Davanti alla stampa, il presidente Morrone ha dichiarato: “L’inchiesta dimostra che le ecomafie non si fermano ai confini nazionali. Serve un piano Marshall ambientale: se l’Europa non diventa un fortino, la Campania resterà l’immondizia del continente”. Il prefetto di Salerno, Antonella Mauro, ha annunciato un tavolo permanente con enti locali e capitaneria di porto entro il 30 aprile 2026.
Cosa succede adesso: il calendario degli impegni
La relazione sarà trasmessa nelle prossime settimane alla Commissione europea e alle procure di Salerno, Roma e Bucarest. Previsto per maggio un audizione informale in Parlamento europeo a Bruxelles, mentre il 12 giugno 2026 è fissata la conferenza conclusiva a Napoli con ministri dell’Ambiente di Italia, Romania e Bulgaria per firmare il Patto anti-ecomafie del Mediterraneo. Intanto, i cittadini potranno consultare l’anteprima pubblica del dossier sul sito istituzionale della Commissione Ecomafie a partire da giovedì 9 aprile.
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