Remo racconta: la ladra dagli occhi d’oro e l’uomo con gli occhiali vintage
Dietro le quinte di Piazza Cordusio: la sesta puntata delle storie di Remo
È una mattina di metà giugno la sesta puntata delle Storie di Remo si apre con il ricordo vivido di un episodio avvenuto nel negozietto affacciato su piazza Cordusio, cuore pulsante del centro storico di Milano. Una location che, negli anni Ottanta, era crocevia d’incontri improbabili, furti rocamboleschi e personaggi che sembravano usciti da un film poliziesco.
L’uomo con gli occhiali da automobilista d’epoca
Protagonista indiscusso di quel giorno fu un tipo sulla cinquantina, capelli rossicci e indosso una tuta sportiva degli anni Settanta, completata da un paio di occhiali da pilota d’epoca con montatura metallica. Rimase immobile davanti alla vetrina del negozio, lo sguardo fisso sugli esposti, come se stesse decifrando un messaggio cifrato.
Fiamma, la commessa di allora, si accorse subito di quella estasi insolita. «Appassionato?» chiese, con tono interrogativo e un briciolo di sospetto. L’uomo annuì senza parlare, ma il suo comportamento fece scattare l’allarme. Solo in un secondo momento si scoprì che stava pedinando una donna: la ladra dagli occhi d’oro, già nota alle forze dell’ordine per una serie di colpi nella Galleria Vittorio Emanuele II.
L’identikit della ladra: occhi verdi e destrezza da gatto
La donna, che gli inquirenti ribattezzarono «la ladra dagli occhi di smeraldo», aveva la capacità di sparire nella folla grazie a passi felpati e un cambio d’abito fulmineo nei bagni dei grandi magazzini. I suoi occhi verdi, grandi e magnetici, erano il dettaglio che tutti i testimoni ricordavano.
- Colpo 1: 14 giugno 1983, rubati gioielli per 50 milioni di lire da una boutique di via Montenapoleone.
- Colpo 2: 3 luglio 1983, sottratti orologi Rolex in una gioielleria di piazza Duomo.
- Colpo 3: 22 luglio 1983, tentato furto proprio davanti a piazza Cordusio, ma interrotto dall’arrivo dell’uomo dagli occhiali vintage.
Il ruolo dell’ignaro testimone
L’uomo con la tuta e gli occhiali da pilota, che nessuno riuscì mai a identificare con precisione, fu determinante: il suo atteggiamento sospetto attirò l’attenzione di Fiamma e di Remo, che stava rientrando nel negozio dopo la pausa pranzo. Il disturbo causò la fuga anticipata della ladra, la quale lasciò cadere sul marciapiede una borsetta contenente il refurtivo.
Quel giorno, grazie all’intervento involontario del testimone e alla prontezza di Fiamma, la polizia riuscì a ricostruire la rete di ricettatori che operava tra Milano, Como e Lugano, smantellando una banda specializzata nel traffico di oggetti d’arte e gioielli antichi.
Il patrimonio di memorie di Remo: un archivio vivo di Milano
Le Storie di Remo non sono semplici aneddoti: sono cronache impolverate di una città in trasformazione, custodite gelosamente dal protagonista e oggi offerte al pubblico come testimonianza di un’epoca in cui il crimine era meno tecnologico, ma non per questo meno affascinante.
Con questa sesta puntata, l’appuntamento con Remo continua ogni settimana, rivelando nuovi dettagli su personaggi che hanno attraversato le vetrine luminose di piazza Cordusio, lasciando dietro di sé un’impronta indelebile nella memoria collettiva della Milano da bere.
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