Fonderie Pisano: solo 10 giorni per scongiurare la chiusura – la sfida dell’AIA
Le Fonderie Pisano di via Argine, nel cuore industriale di Salerno, hanno appena dieci giorni di tempo per evitare il fermo totale. Il preavviso di diniego dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), notificato dopo la bocciatura in conferenza di servizi, rischia di far scattare lo stop definitivo di uno storico stabilimento metalmeccanico campano.
L’ultima parola, però, non è ancora stata scritta: il manager Ciro Pisano annuncia la presentazione di «tutte le controdeduzioni necessarie» e rilancia l’impegno ad adeguarsi pienamente alle normative europee.
Perché è stato emesso il preavviso di diniego AIA
Il preavviso di diniego scaturisce da una conferenza di servizi negativa convocata dal ministero della Transizione ecologica e dalla Regione Campania. Le criticità riscontrate riguardano soprattutto:
- Emissioni in atmosfera di polveri sottili e metalli pesanti, ritenute ancora superiori ai limiti previsti dal BAT (Best Available Techniques) europei;
- Rumore e vibrazioni che supererebbero le soglie imposte per le aree residenziali limitrofe;
- Gestione dei rifiuti speciali e dei fanghi di depurazione, con carenze nel sistema di tracciabilità.
Secondo l’ultimo verbale ispettivo, datato 22 maggio 2024, la distanza fra i valori rilevati e i parametri richiesti oscillerebbe fra il 15 % e il 22 %. Una forbice ritenuta inaccettabile dagli enti competenti.
La risposta dell’azienda: «Mai pensato alla chiusura»
Ciro Pisano, amministratore delegato e figlio del fondatore, ha subito convocato i tecnici interni e gli advisor ambientali. «Abbiamo già stanziato 3,8 milioni di euro per interventi straordinari di abbattimento polveri e chiusura dei cicli produttivi», dichiara. «Entro la fine di giugno consegneremo dossier completi e prove di laboratorio: siamo certi di poter ribaltare il diniego.»
Secondo indiscrezioni, l’azienda stima di poter abbassare le emissioni sotto i limiti europei in appena 90 giorni, grazie a un nuovo impianto di depolverazione e a un sistema di spruzzatura adiabatica già testato in altri stabilimenti del gruppo.
La strategia: digitalizzazione e green economy
Per attirare investimenti e rafforzare la posizione, le Fonderie Pisano hanno avviato:
- Un programma di digitalizzazione dei consumi energetici in tempo reale;
- Un piano di transizione verso l’idrogeno verde per i forni di fusione, in collaborazione con il Politecnico di Milano;
- Un accordo con Snam per la fornitura di biometano al posto del GPL entro il 2026.
Impatti sul lavoro e sull’economia locale
Lo stabilimento impiega attualmente 212 dipendenti diretti e oltre 380 lavoratori dell’indotto. «Una chiusura significherebbe perdite per 48 milioni di euro l’anno sul fatturato locale», calcola il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Marco Sannino.
La Regione Campania ha già intavolato un tavolo di crisi con il ministero: l’obiettivo è blindare l’occupazione per i prossimi 18 mesi, qualunque sia l’esito dell’istruttoria AIA. Si valutano inoltre ammortizzatori sociali straordinari e un eventuale commissariamento dell’intervento ambientale.
Il calendario dei prossimi passaggi
- 7 giugno 2024: termine finale per la presentazione delle controdeduzioni;
- 14 giugno 2024: audizione pubblica in Regione Campania;
- Entro il 20 luglio 2024: pronuncia definitiva dell’AIA o richiesta di integrazioni;
- 30 luglio 2024: scadenza per l’eventuale ricorso al TAR Lazio.
Che succederà se il diniego verrà confermato?
In caso di conferma del diniego, sarebbero possibili due scenari:
- Fermo immediato delle attività fino a quando non verranno superati tutti i requisiti;
- Commissariamento ambientale da parte del ministero, con gestione esterna del piano di risanamento da finanziare in parte con fondi PNRR.
Qualsiasi sia l’epilogo, le Fonderie Pisano resteranno un caso-test per l’intero comparto siderurgico nazionale: riuscire a conciliare competitività industriale e rigore ambientale potrebbe diventare il modello per decine di simili stabilimenti dislocati nel Mezzogiorno.
Fonti: Ministero della Transizione ecologica, Regione Campania, Fonderie Pisano s.p.a., Fiom-Cgil Salerno.
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