Rapina a Scafati: 34enne rischia processo per ferimento negoziante
Un 34enne è a un passo dal processo per una tentata rapina andata in scena agli inizi del 2023 a Scafati, quando fece irruzione armato in una concessionaria situata in via Poggiomarino e ferì il titolare. La Procura di Nocera Inferiore ha infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio, formalizzando l’accusa di rapina aggravata e lesioni personali.
I fatti: l’irruzione armata nella concessionaria
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’episodio si verificò nella prima parte del 2023. L’uomo – volto coperto da un casco integrale e armato di pistola – fece irruzione nel punto vendita di auto e moto di via Poggiomarino intimando al titolare di consegnare l’incasso della giornata.
La reazione del negoziante, però, non fu quella sperata dal rapinatore. Tra spintoni e colluttazione, l’imprenditore rimase ferito alle mani e al volto. Le lesioni, pur non gravi, necessitarono di più giorni di prognosi e costituirono l’aggravante penale che ha spinto la Procura ad aggiungere il capo di imputazione relativo alle lesioni personali.
Le indagini: pistola, casco e testimoni
Gli investigatori del Commissariato di Scafati hanno raccolto una serie di elementi a carico del 34enne:
- filmati delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne alla concessionaria;
- tracce biometriche (impronte digitali su superfici metalliche);
- testimonianze del titolare e di alcuni clienti presenti, in grado di descrivere casco e arma;
- analisi del traffico telefonico che ha permesso di ricostruire i movimenti dell’indagato.
Il sospettato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di piccola entità, è stato raggiunto da un decreto di fermo nell’estate 2023; successivamente il GIP del Tribunale di Nocera Inferiore ha convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari.
Rinvio a giudizio: cosa prevede l’accusa
L’articolata richiesta di processo firmata dal sostituto procuratore Valeria Pellegrino ipotizza:
- Rapina aggravata dall’uso di arma da fuoco e dal tentativo di occultamento dell’identità;
- Lesioni personali lievi aggravate dal contesto criminoso;
- Possesso illegale di arma clandestina, sebbene la pistola non sia mai stata recuperata.
Per il reato di rapina aggravata, la pena prevista dal codice penale va dai 6 ai 14 anni di reclusione. In caso di condanna, il 34enne rischia di scontare una pena compresa tra i 7 e i 10 anni, anche in virtù delle attenuanti generiche che la difesa intende sollevare.
La difesa: “Nessuna prova certa sull’identità”
L’avvocato difensore, il penalista Salvatore Ferraro, ha annunciato di voler chiedere l’archiviazione o, in subordine, il rito abbreviato. “I filmati non sono nitidi, e il casco integrale non consisce l’identificazione certa”, spiega il legale, “si tratta di un’identificazione fondata su indizi, ma mancano prove schiaccianti”.
Il danno al commercio locale
La tentata rapina ha avuto ripercussioni anche sul tessuto economico di Scafati. Il titolare della concessionaria, interpellato da Il Mattino, racconta di aver dovuto aumentare i costi di sicurezza (allarme, telecamere ad alta definizione e servizio di vigilanza armata) con un investimento superiore ai 15.000 euro.
«Un episodio del genere lascia il segno – dice l’imprenditore – non sul piano fisico, ma psicologico. I clienti ora guardano due volte prima di entrare».
Prossime tappe processuali
Il Tribunale di Nocera Inferiore dovrà ora fissare la data dell’udienza preliminare, attesa entro i prossimi 60 giorni. In quella sede il giudice deciderà se rinviare a giudizio il 34enne o optare per l’archiviazione. Nel frattempo, il sospettato resta detenuto presso il carcere di Salerno Opera, in attesa di eventuale richiesta di misura alternativa.
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