Salerno, Fonderie Pisano: operai incontrano il commissario prefettizio per salvare l’azienda
Crisi Fonderie Pisano a Salerno: una delegazione di lavoratori, accompagnata dalla segretaria Fiom Cgil Francesca D’Elia, ha ottenuto un incontro con il commissario prefettizio Vincenzo Panico. L’obiettivo è trovare una via d’uscita dopo il preavviso di diniego alla conferenza dei servizi e scongiurare la chiusura dello stabilimento.
Il punto sulla vertenza Fonderie Pisano
La Fonderie Pisano di Salerno vive ore decisive. Il preavviso di diniego alla convocazione della conferenza dei servizi ha fatto scattare l’allarme tra i 130 dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Per questo motivo, una rappresentanza operai si è presentata a Palazzo Sant’Agostino per chiedere un intervento diretto del rappresentante del governo in provincia.
L’incontro con il commissario prefettizio Panico
Vincenzo Panico, commissario prefettizio di Salerno, ha ricevuto la delegazione e ha assicurato il suo impegno personale per sostenere l’azienda e favorire un accordo con le istituzioni competenti. L’incontro è durato circa un’ora e mezza: al centro del tavolo le possibili soluzioni per la continuità produttiva e gli strumenti normativi disponibili, dal Fondo di solidarietà alle procedure di concordato eventualmente accompagnate da garanzie pubbliche.
Le richieste dei sindacati
- Convocazione urgente della conferenza dei servizi per esaminare l’istanza di autorizzazione integrata ambientale (AIA)
- Utilizzo di tutti gli strumenti legislativi per scongiurare la chiusura (bando Sblocca-Italia, fondi del PNRR)
- Tavolo istituzionale permanente con Regione Campania, Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico
- Piano di riconversione verde dell’impianto con investimenti pubblico-privati
Il contesto: perché l’azienda rischia la chiusura
Le Fonderie Pisano, attive dal 1963, producono componenti in ghisa per l’industria meccanica nazionale ed export. Da mesi è pendente la pratica di rinnovo dell’AIA: la Regione ha emesso un parere negativo preliminare a causa di presunte emissioni in eccesso dei valori limite. I lavoratori e l’azienda sostengono che gli investimenti da 4,5 milioni di euro già effettuati negli ultimi tre anni abbiano ridotto l’impatto ambientale sotto i parametri europei.
Prossimi passaggi: calendario e obiettivi
- Entro il 12 luglio 2024 il Ministero dell’Ambiente dovrà esprimere il parere definitivo sull’AIA
- Entro il 20 luglio il prefetto convocherà un nuovo tavolo con Regione e Invitalia
- Agosto 2024 possibile varo di un piano di salvataggio che preveda cassa integrazione straordinaria con causale crisi aziendale
Le parole dei protagonisti
“Non vogliamo elemosine, ma solo regole certe e tempi certi” ha dichiarato Francesca D’Elia, segretaria Fiom Cgil Salerno. “Il commissario Panico ha compreso la gravità della situazione e si è impegnato a convocare entro dieci giorni il tavolo con tutti gli attori istituzionali coinvolti”.
Commissario Vincenzo Panico: “L’obiettivo è difficile ma non impossibile: occorrerà un atto di responsabilità collettiva per garantire futuro all’impianto salernitano e ai suoi lavoratori”.
Impatto economico e sociale sul territorio
La chiusura delle Fonderie Pisano significherebbe perdere un presidio industriale strategico per Salerno e la Valle dell’Irno. Il rischio è quello di una fuga di cervelli e manodopera verso altre regioni, oltre all’aumento dei costi sociali (cassa integrazione, disoccupazione, assistenza). Per il territorio si tratta di un valore di filiera da oltre 30 milioni di euro annui, tra subforniture e indotto.
Con il supporto del prefetto Panico, sindacati e lavoratori confidano di poter ancora invertire la rotta e salvare l’azienda, ponendo le basi per una transizione ecologica adatta alle sfide del futuro.
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