Licenziamenti La Città Salerno annullati: reintegro e arretrati per 7 giornalisti
La Corte d’Appello di Salerno ha annullato i licenziamenti collettivi disposti nel 2019 dal quotidiano La Città. La decisione, emessa dalla sezione lavoro, impone il reintegro immediato di sette cronisti e il pagamento integrale degli stipendi dal febbraio 2019 fino al giorno dell’effettivo rientro in redazione.
La sentenza della Corte d’Appello
In un’udienza che ha ribaltato la sentenza di primo grado, i giudici hanno accolto integralmente il ricorso dei giornalisti, dichiarando «la nullità dei licenziamenti operati nel 2019». L’ordinanza precisa che l’editore dovrà:
- riassumere i sette giornalisti nelle stesse mansioni e con il medesimo inquadramento;
- versare le retribuzioni maturate dal 1º febbraio 2019, comprensive di contributi previdenziali e TFR;
- eseguire il reintegro entro il termine perentorio di 30 giorni dal deposito del provvedimento.
Chi sono i sette giornalisti reintegrati
La lista dei professionisti coinvolti è la seguente:
- Vito Bentivenga – inviato
- Maria Grazia Lionetti – cronista parlamentare
- Antonio De Stefano – redattore economico
- Giovanna Ruggiero – inviata
- Michele Diroma – caporedattore centrale
- Rosario Mattera – cronista giudiziario
- Simona Falcone – redattrice cultura e spettacolo
Perché i licenziamenti sono stati annullati
Il collegio ha ritenuto che il procedimento di mobilità collettiva avviato dall’editore La Città Edizioni S.r.l. fosse «strumentale e privo delle causali previste dalla contrattazione collettiva». In particolare, i giudici hanno evidenziato:
- l’omessa valutazione di soluzioni alternative al licenziamento (es. cassa integrazione, contratti part-time);
- la mancata consultazione sindacale in forma preventiva e conflittuale;
- l’assenza di un piano industriale concreto che giustificasse le 7 esuberanze.
Reazioni sindacali e prospettive future
Assostampa Campania e la Federazione Nazionale Stampa Italiana hanno salutato la sentenza come «una vittoria fondamentale per la tutela del lavoro giornalistico nel Mezzogiorno». Il segretario regionale Nino Fava ha dichiarato: «Finalmente arriva giustizia per colleghi che hanno pagato un prezzo altissimo. Ora l’azienda deve attivarsi immediatamente».
Cosa accadrà nei prossimi 30 giorni
L’editore, secondo i legali dei giornalisti, potrà:
- ottemperare spontaneamente all’ordinanza, riassumendo i sette e versando gli arretrati;
- ricorrere in Cassazione, ma il provvedimento resta immediatamente esecutivo;
- trattare un accordo transattivo in sede sindacale, ipotesi al momento osteggiata dai lavoratori.
Il caso La Città: un precedente per il giornalismo italiano
La vicenda de La Città Salerno si inserisce in un panorama più ampio di crisi dell’editoria locale. Con oltre 3.000 giornalisti licenziati o in mobilità dal 2008 a oggi, la sentenza rappresenta un segnale forte: le procedure devono essere corrette trasparenti e motivate, pena la tutela immediata del lavoratore.
Per il tribunale salernitano la parola d’ordine è diritto al lavoro, anche quando la crisi economica preme. Un messaggio chiaro a editori e imprenditori: il costo del personale non può essere il primo capitolo da tagliare senza un reale e documentato piano di razionalizzazione.
FONTE: sentenza n. 417/2024, Sezione Lavoro, Corte d’Appello di Salerno – depositata il 12 giugno 2024.
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