Bonifica Fiume Sarno: Regione Campania annuncia risultati concreti e tempi certi
Il Fiume Sarno, simbolo per decenni dell’inquinamento industriale del Mezzogiorno, è sempre più vicino alla definitiva bonifica. L’incontro tecnico tenutosi ieri all’Ente Idrico Campano, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, ha fatto il punto sullo stato degli interventi, presentando dati concreti e misurabili che confermano il trend positivo avviato negli ultimi anni.
I numeri della svolta: depurazione e riduzione inquinanti in crescita
Secondo i tecnici dell’Ente, la capacità di depurazione delle acque reflue è aumentata del 32% dal 2020, mentre la presenza di sostanze inquinanti di origine industriale – in particolare metalli pesanti e idrocarburi – è diminuita mediamente del 18%. Il paramento chiave è il DBO5 (Domanda Biologica di Ossigeno a 5 giorni), che è sceso sotto la soglia critica di 25 mg/l nelle stazioni di prelievo di Sarno e Scafati, per la prima volta dal 2008.
Le opere in campo: 18 interventi finanziati con fondi Pnrr
Fognature, depuratori e barriere di fitodepurazione
La strategia regionale si basa su 18 interventi strutturali finanziati con le risorse del Pnrr per un importo complessivo di 187 milioni di euro. Le opere principali:
- Ampliamento del depuratore di Castellammare di Stabia – potenziamento da 120.000 a 180.000 abitanti equivalenti entro il 2025.
- Nuovo collettore fognario Sud-Est Napoli – eliminerà 17 scarichi a sfioro diretti nel fiume.
- Barriere di fitodepurazione lungo il tratto Pompeiano – 12 ettari di canneti e giunchi per trattenere i nitrati.
La governance: accordo tra Regione, Arpac e Comuni
Il vicepresidente Casillo ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico permanente tra Regione Campania, Arpac, Ente Idrico Campano e i 12 Comuni attraversati dal corso d’acqua. L’obiettivo è monitoraggio trimestrale dei parametri chimici e biologici, pubblicazione open-data e interventi tempestivi in caso di criticità. “Non vogliamo annunci spot, ma un percorso condiviso e verificabile”, ha dichiarato Casillo.
Impatto ambientale ed economico: turismo e agricoltura al centro del rilancio
La bonifica del Sarno non è solo questione di ecologia, ma anche di sviluppo economico. Il tratto finale del fiume, che sfocia nel Mar Tirreno a Castellammare, è incluso nel progetto “Blue Flag Sarno”, pianificato per il 2027: l’ambizione è ottenere la Bandiera Blu per la spiaggia di Pietradonica, creando un anello turistico con gli scavi di Pompei ed Ercolano.
Sul fronte agricoltura, i 3.600 ettari di terreni irrigui della Piana di Sarno vedranno un incremento di raccolto stimato del 15% grazie all’utilizzo di acque depurate, con particolare beneficio per le colture di pomodoro San Marzano Dop e per la floricultura.
Prossimi passi e cronoprogramma
- Autunno 2024 – completamento dei lavori di ampliamento del depuratore di Nocera Inferiore.
- Primavera 2025 – avvio delle barriere di fitodepurazione nel tratto tra Scafati e Angri.
- Estate 2026 – chiusura dell’intervento sul collettore fognario Sud-Est Napoli.
- 2027 – verifica finale dei parametri di qualità dell’acqua e eventuale rimozione del Sarno dall’elenco dei siti contaminati nazionali.
Un cambio di rota storico per il fiume più inquinato d’Europa
Il Sarno è stato definito dall’Unep “il fiume più inquinato d’Europa” negli anni ’90; oggi, per la prima volta, i dati mostrano una tendenza inversa. “Stiamo riscrivendo la storia di un territorio”, conclude Casillo, “da simbolo di degrado a modello di rigenerazione ambientale”. Se il cronoprogramma sarà rispettato, già nel 2027 potrebbe calarsi il sipario su trent’anni di emergenza ambientale lungo le 24 km del corso d’acqua campano.
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