Stan Laurel: morte 23 febbraio 1965, addio al genio dietro Stanlio e Ollio
La scomparsa di Stan Laurel: il 23 febbraio 1965 la fine di un’era
Il 23 febbraio 1965 il mondo perdeva uno dei massimi innovatori della commedia cinematografica: Stan Laurel (vero nome Arthur Stanley Jefferson) si spegneva a Santa Monica, in California, all’età di 74 anni. Con l’amico e socio Oliver Hardy diede vita al celebre duo Stanlio e Ollio, icona indiscussa della slapstick comedy e modello per generazioni di comici dal 1927 al 1951.
Dalle origini scozzesi agli schermi di Hollywood
Nato il 16 giugno 1890 a Ulverston, nel Lancashire (oggi Cumbria, Inghilterra), Stan Laurel era figlio di Arthur Jefferson, celebre attore teatrale e regista vittoriano. Il teatro di varietà britannico fu la sua prima scuola: già a 16 anni calca i palcoscenici di music-hall e riviste, affinando la sua versatilità tra imitazioni, gag fisiche e canzoni comiche.
Il salto oltreoceano avviene nel 1910 quando, come parte della Fred Karno’s Company, approda negli Stati Uniti aprendo la strada a un’intera generazione di comici britannici. Lì conosce Charlie Chaplin, suo ex compagno di avanspettacolo, e stringe amicizia con Buster Keaton, in un network di talenti che rivoluzionerà il linguaggio comico del cinema muto.
L’incontro con Oliver Hardy e la nascita di Laurel & Hardy
Il 1921 segna l’esordio cinematografico di Laurel, dapprima come attore caratterista e poi come gagman per la Hal Roach Studios. L’incontro decisivo avviene nel 1926 sul set di Slipping Wives, dove conosce Oliver Hardy. L’alchimia è immediata: la corporatura robusta e l’espressione bonaria di Hardy fanno da perfetto contraltare alla magrezza smuntita e all’aria innocente di Laurel.
Il primo vero film a coppia, Second Hundred Years (1927), pone le basi di un linguaggio basato su:
- sincronia gestuale millimetrica
- ritmo musicale delle battute
- incidenti domestici esasperati fino all’assurdo
- conflitti di autorità e bambinismi adult
Il successo planetario e l’impronta culturale
Con oltre 100 cortometraggi e 27 film prodotti tra il 1927 e il 1951, Laurel & Hardy diventano un fenomeno globale. Il loro stile, definito “comedy of errors with dignity”, influenza registi come Billy Wilder, Woody Allen e, più recentemente, Taika Waititi. In Italia sono conosciuti come Stanlio e Ollio, con doppiaggi che ne enfatizzano il tono surreale e la musicalità delle battute.
L’ultimo addio e l’eredità
Dopo la morte di Oliver Hardy il 7 agosto 1957, Stan Laurel si ritira dal cinema pubblico, ma non smette mai di scrivere sceneggiature e gag per giovani comici. Il suo ultimo giorno, il 23 febbraio 1965, è segnato da un semplice messaggio lasciato sulla tomba di Hardy: “Babe, ora posso finalmente dirti quella battuta che non ti ho mai fatto ascoltare”.
Oggi, le opere di Laurel & Hardy sono considerate patrimonio UNESCO e continuano ad essere restaurate in 4K e proiettate nei festival di cinema muto. Il loro modo di trasformare la tragedia in comicità, la caduta in balletto, è diventato un classico senza tempo per appassionati di cinema comico e studenti di regia di tutto il mondo.
Lascia un commento