Salerno, slitta lo sgombero della sede PD: proroga di 14 giorni per chiudere la trattativa sui debiti
L’ufficio di via Velia resterà aperto almeno fino al 25 giugno. Nel frattempo, tra segreteria provinciale e Antonio Gramsci srl si cerca l’accordo sulle somme ancora non saldate.
Lo sgombero rinviato: la proroga di due settimane
Lo sgombero della storica sede della Federazione provinciale del Partito Democratico di Salerno, inizialmente previsto per le prime ore di domani, è stato ufficialmente posticipato di quattordici giorni. La decisione è arrivata dopo un’intesa informale tra la segreteria provinciale del partito e la Antonio Gramsci srl, società proprietaria dell’immobile ubicato in via Velia. L’obiettivo è guadagnare il tempo necessario per limare gli ultimi dettagli di una transazione che metta fine a un contenzioso durato mesi.
I numeri del contenzioso
Al centro della trattativa restano le spese arretrate e i canoni di locazione non corrisposti: l’importo complessivo, secondo fonti vicine alla proprietà, si aggira sulle decine di migliaia di euro. «L’accordo è possibile» ha dichiarato il segretario provinciale Franco De Biase, «ma dobbiamo ancora definire tempi e modalità di saldo. Entro le prossime due settimane formalizzeremo tutto per iscritto».
Perché slitta lo sgombero del Pd salernitano
Il rinvio è stato concesso a fronte dell’«impegno formale» da parte del PD a regolarizzare la posizione debitoria. La società Antonio Gramsci srl, da parte sua, ha accettato la proroga evitando l’intervento delle forze dell’ordine che era già stato calendarizzato.
- Mercoledì 11 giugno: prevista inizialmente l’esecuzione dello sgombero.
- Mercoledì 25 giugno: nuova deadline per trovare l’intesa definitiva.
- Chiavi in mano: in mancanza di accordo, la consegna degli uffici sarà immediata.
L’intervento di Franco De Biase
«Stiamo lavorando ad una soluzione condivisa – ha spiegato De Biase ai cronisti –, non vogliamo che la sede resti chiusa: è un presidio politico e culturale per tutta la città di Salerno». Il segretario provinciale ha inoltre annunciato l’apertura di un canale di raccolta fondi fra iscritti e simpatizzanti per accelerare il pagamento delle rate ancora inevase.
Il contesto: la crisi finanziaria delle segreterie PD in Campania
Il caso salernitano si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà economiche per le federazioni provinciali del Partito Democratico in Campania. Negli ultimi due anni, repliche analoghe di sfratti o sospensioni delle utenze sono state registrate a Napoli centro, Benevento e Caserta. Le cause principali:
- Riduzione dei finanziamenti pubblici legati al taglio dei rimborsi elettorali.
- Diminuzione delle donazioni spontanee da parte di imprese e professionisti.
- Incremento dei costi di gestione degli immobili storici, spesso di proprietà di enti privati.
Così cambia la politica a Salerno
Se l’accordo dovesse andare in porto, la sede di via Velia resterà a disposizione dei circoli del capoluogo e dei comuni limitrofi, evitando interruzioni dell’attività politica anche in vista delle elezioni regionali 2025. In alternativa, il Pd provinciale dovrà avviare un’indagine di mercato per individuare locali in affitto a prezzi più contenuti, ipotesi che suscita però le proteste dei militanti storici legati al simbolo dello stabile di via Velia.
La palla passa ora al partito regionale e alla capigruppo in Regione Campania: «Possiamo aprire un finanziamento straordinario per salvaguardare i nostri presidi sul territorio» ha anticipato il consigliere Antonella Mansi, vicepresidente della commissione Bilancio.
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