Scafati: il Consiglio dimezza il plusvalore, Avagnano e Barone dicono no
Ostruzionismo politico sul plusvalore: la maggioranza lo dimezza, l’opposizione insorge
Il Consiglio comunale di Scafati ha approvato il 28 maggio una delibera che riduce del 50 % il valore del plusvalore che gli imprenditori devono versare al Comune quando realizzano opere in deroga al Piano Regolatore Generale. La scelta, secondo la minoranza, rappresenta un “regalo” alle imprese e un colpo alle casse municipali già provate dalla crisi. I consiglieri Giuseppe Avagnano e Antonietta Barone hanno espresso un netto dissenso, denunciando il rischio di minori introiti che potrebbero pesare su scuole, manutenzione stradale e servizi sociali.
Cos’è il plusvalore e perché adesso costa meno
Il plusvalore è la somma che un privato versa al Comune per ottenere un incremento di volumetria o un cambio di destinazione d’uso non previsto dal Piano Regolatore. Prima della delibera il parametro base era di € 65 per metro cubo; con la nuova norma scende a € 32,50.
- La riduzione è immediata e vale per tutte le pratiche presentate da oggi in poi.
- Stima dei tecnici di palazzo Mayer: meno 2,5 milioni di euro nelle casse comunali nei prossimi tre anni.
Le ragioni della maggioranza: “Rilanciamo l’economia”
L’assessore alle Politiche urbanistiche Mario Ferraioli (lista “Scafati nel cuore”) motiva la scelta come un incentivo alle imprese per far ripartire il mercato edilizio cittadino. «Con una tassa più bassa – afferma – attiriamo investimenti, creiamo occupazione e alla fine aumentano anche le entrate fiscali indirette.» Il sindaco Cristoforo Salvati sostiene che la misura sarà accompagnata da un piano di controlli più stringenti per evitare speculazioni.
L’opposizione: “Un regalo agli imprenditori a scapito dei cittadini”
Giuseppe Avagnano (Pd) e Antonietta Barone (M5S) hanno presentato un emendamento per mantenere l’importo a € 65, respinto con 12 voti contrari e 6 favorevoli. «Ridurre il plusvalore significa togliere risorse alla scuola, alle mense, alla manutenzione del verde pubblico – attacca Avagnano –. E lo si fa per favorire solo pochi costruttori.» Barone aggiunge: «Non c’è alcuna garanzia che gli sgravi si traducano in nuovi posti di lavoro. Serve trasparenza sui nomi degli imprenditori beneficiari.»
Cosa cambia per cittadini e imprese
Per i privati
- Costi più bassi per ampliamenti e cambi di destinazione d’uso.
- Iter burocratico più rapido grazie a un sportello unico edilizia già operativo dal 1° giugno.
Per il Comune
- Buco di bilancio stimato: € 830 mila l’anno per i prossimi triennio.
- Necessità di coperture finanziarie, forse attraverso aumento della Tari o tagli a servizi non essenziali.
Il nodo urbanistico di Scafati: Piano Regolatore fermo al 2004
Il Piano Regolatore Generale risale al 2004 e da allora non è mai stato rivisto in maniera organica. Il risultato è un susseguirsi di varianti puntuali che, secondo gli urbanisti, favoriscono interventi spot senza visione d’insieme. Il consigliere Luca Santocchio (lista civica Progetto Comune) chiede ora «una revisione complessiva entro 18 mesi, altrimenti il dimezzamento del plusvalore rischia di diventare mero assist alle rendite senza alcuna contropartita in termini di vivibilità.»
Prossimi passi: la sfida sul bilancio
La giunta Salvati dovrà presentare il nuovo bilancio di previsione entro il 31 luglio. In assenza di entrate straordinarie, i tagli potrebbero colpire le politiche sociali (contributi alle cooperative di quartiere) e la manutenzione delle scuole elementari. Intanto, Avagnano e Barone annunciano un esposto alla Corte dei Conti per verificare la legittimità della delibera. La partita è aperta: da un lato la scommessa sulla crescita economica, dall’altro il rischio di trasformare Scafati in un laboratorio di sgravi fiscali senza regole.
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