Bullismo a Eboli: alunna di prima media vittima di cyberbullismo, non torna a scuola
Caso di cyberbullismo a Eboli: minorenne costretta a lasciare la scuola dopo attacchi social
Eboli, 6 giugno 2024 – Un nuovo episodio di bullismo scolastico si registra nel Salernitano. Una studentessa di prima media della scuola “Giovanni XXIII” di Eboli ha dovuto abbandonare le lezioni dopo essere rimasta vittima di una campagna di cyberbullismo orchestrata da compagni più grandi. A darne notizia è il quotidiano “La Città” in edizione odierna.
La vittima: fragile psicologicamente, bloccata da settimane
La ragazzina, 11 anni, già affetta da fragilità psicologiche, è finita nel mirino di un gruppo di studenti della seconda e terza media. Per almeno quattro settimane i coetanei hanno utilizzato chat, stories e gruppi social per diffondere insulti, montaggi fotografici e messaggi volgari, fino a rendere insostenibile la sua presenza a scuola.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale stazione, le aggressioni digitali avvenivano soprattutto su Instagram e WhatsApp, piattaforme dove la ragazza era inserita in gruppi classe aperti anche a studenti di altri plessi.
L’intervento dell’istituzione scolastica e delle forze dell’ordine
Non appena la famiglia ha presentato formale denuncia, il dirigente scolastico ha convocato le parti coinvolte e attivato il Consiglio di Classe straordinario. Contestualmente:
- è stato emesso un provvedimento disciplinare per i responsabili;
- è stata avviata la procedura di mediazione con esperti del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl;
- è stato chiesto il supporto del Commissariato di Pubblica Sicurezza per pattugliamenti mirati all’ingresso e all’uscita.
Le reazioni: genitori e associazioni chiedono interventi più incisivi
Il caso ha scatenato l’indignazione di “Noi Genitori Eboli”, il comitato che da anni promuove iniziative contro il bullismo. In una nota ufficiale i rappresentanti chiedono:
- un protocollo anti-bullismo unico per tutti gli istituti comprensivi;
- la presenza costante di assistenti educativi nelle aule più a rischio;
- corsi obbligatori di educazione digitale per alunni e famiglie.
«Non basta punire i colpevoli, serve prevenire» afferma Maria Gargiulo, presidente dell’associazione. «I telefoni in classe vanno regolamentati, e gli insegnanti vanno formati a riconoscere i primi segnali di disagio.»
Il fenomeno in numeri: il cyberbullismo cresce del 23% nel Salernitano
I dati del Osservatorio Regionale Minori fotografano un trend in preoccupante crescita: nel solo 2023 sono stati registrati a Salerno e provincia 132 casi di cyberbullismo, il 23% in più rispetto all’anno precedente. Di questi, il 41% riguarda studenti tra 11 e 13 anni, fascia d’età che comprende le medie inferiori.
Il fenomeno è ancora più grave se correlato ai dati sulle fragilità psicologiche: secondo l’Osservatorio, l’86% delle vittime presenta disturbi d’ansia o depressione pre-esistenti.
Cosa fare se vostro figlio è vittima di bullismo: 3 consigli pratici
Per le famiglie che si trovano nella stessa situazione, gli esperti di Telefono Azzurro consigliano:
- Documentare tutto: screenshot, messaggi, log delle chiamate;
- Non affrontare i bulli direttamente, ma rivolgersi subito a dirigente scolastico e forze dell’ordine;
- Attivare un percorso di sostegno psicologico per ridurre il rischio di isolamento.
Il futuro della studentessa: programma di recupero individualizzato
Intanto la famiglia dell’alunna ebolitana ha accettato il piano di recupero proposto dal Consiglio di Classe: lezioni a distanza per non perdere l’anno e incontri settimanali con la psicologa del Consultorio familiare. L’obiettivo è riportarla in classe entro settembre 2024, quando l’istituto attiverà un gruppo di pari tutoraggio sperimentale.
La vicenda di Eboli si inserisce nella più ampia emergenza educativa italiana e conferma l’urgenza di un protocollo nazionale contro il cyberbullismo che combini prevenzione, repressione e riparazione psicologica delle vittime.
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