Trasporti in crisi nel Salernitano, Cortazzi (Cisl): «Tagli insostenibili, le aree interne rischiano l’isolamento»
Il grido d’allarme della Cisl: «Servizi essenziali a rischio nel Salernitano»
Le aree interne della provincia di Salerno vivono da anni una condizione di progressiva marginalizzazione che sta raggiungendo livelli critici. A lanciare l’allarme è Maria Cortazzi, segretaria generale aggiunta della Cisl Salerno, secondo cui la mancanza di collegamenti pubblici sta mettendo in ginocchio cittadini, famiglie e imprese di quei territori già duramente colpiti dalla crisi economica e demografica.
Trasporti: la spina nel fianco delle aree interne
«Basta tagli che penalizzano cittadini e imprese» dichiara Cortazzi, denunciando come la riduzione delle corse abbia trasformato spostarsi in un’impresa quotidiana. Studenti costretti ad alzarsi all’alba, lavoratori pendolari che perdono ore per raggiungere l’ufficio, anziani impossibilitati ad accedere ai servizi sanitari: sono solo alcuni volti della emergenza trasporti che sta facendo perdere appeal a borghi già colpiti dallo spopolamento.
Secondo i dati aggiornati della Cisl Salerno, negli ultimi tre anni la provincia ha subito una decurtazione media del 25% dei collegamenti su gomma tra i comini di montagna e i capoluoghi di Comprensorio. Le corse scolastiche sono passate da 120 a 86, mentre quelle per raggiungere gli ospedali di riferimento (Salerno, Battipaglia, Nocera Inferiore) sono state ridotte del 30%.
Sanità e scuola: altri due fronti caldi
La carenza di trasporto pubblico si somma alla progressiva deospedalizzazione e al dimensionamento scolastico. Presidi sanitari chiusi o ridimensionati, classi accorpate che allontano gli studenti dalle loro comunità: un circolo vizioso che rende sempre meno appetibile la vita nelle aree interne, spingendo i giovani a migrare verso i grandi centri.
- 8 punti nascita chiusi negli ultimi cinque anni nel Vallo di Diano e nell’Alta Valle del Sele
- 32 plessi scolastici accorpati, con conseguente aumento dei chilometri da percorrere giornalmente
- 1,2 milioni di euro di fondi regionali non spesi per il trasporto scolastico nel 2023
Le richieste della Cisl: un piano integrato per i territori
Per invertire la rotta, la Cisl Salerno chiede:
- Un piano straordinario di trasporto pubblico locale finanziato con fondi Pnrr e Fsc, con corse garantite almeno dalle 6:00 alle 20:00
- Il ripristino di linee “salva-ospedale” e “salva-scuola” per garantire accesso equo a salute e istruzione
- Convenzioni con aziende private di noleggio con conducente per colmare i vuoti di offerta
- l’istituzione di un tavolo permanente tra Regione Campania, Province, Comuni e sindacati per monitorare i fabbisogni
Il rischio isolamento economico
«Senza interventi rapidi, perderemo ulteriore occupazione e competitività» avverte Cortazzi. Le imprese artigiane e le attività turistiche del Cilento e dell’Alta Irpinia, già fragili per la crisi post-pandemica, denunciano un calo del 15% dei clienti proprio per la difficoltà di raggiungere borghi e marine. «Il trasporto è infrastruttura strategica» conclude la sindacalista, «non un optional».
Next steps: attesa per la risposta istituzionale
La Cisl Salerno ha già consegnato alla Regione un dossier dettagliato con proposte concrete. Nei prossimi giorni è attesa una delegazione tecnica al Mit per discutere lo scorrimento di 8 milioni di euro di risorse Pnrr ancora ferme. Intanto, i cittadini organizzano comitati spontanei e raccolte firme: l’obiettivo è trasformare il caos trasporti in opportunità di rinascita per l’intera provincia del Salernitano.
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