Imprenditore pakistano scarcerato: assolto dal duplice omicidio, torna libero a Baronissi
La scarcerazione di Nadeem Waqas: fine dell’incubo per l’imprenditore pakistano
Dopo quasi un mese trascorso nel carcere di Salerno, Nadeem Waqas, 42 anni, imprenditore di nazionalità pakistana residente a Baronissi, è tornato in libertà. Il Tribunale di Salerno ha accolto l’appello presentato dalla difesa, revocando la custodia cautelare che pendeva su di lui per omicidio preterintenzionale doppio e detenzione illegale di arma da fuoco. L’uomo, titolare di un noto negozio di alimentari in via Sant’Agostino, è stato accolto con festa dalla comunità locale e ha subito condiviso la sua gioia con un video sui social: «Viva la giustizia italiana, l’Italia è casa mia».
I fatti della notte del 26 gennaio
L’arresto risale all’alba del 26 gennaio scorso, quando gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Baronissi irromperono nell’abitazione di Waqas, trovando due giovani napoletani morti per colpi d’arma da fuoco: Gennaro Cennamo, 25 anni, e Alessandro D’Amico, 31 anni. Secondo la ricostruzione iniziale, i due sarebbero entrati nell’abitazione dell’imprenditore con intenti predatori, scatenando una colluttazione finita tragicamente con l’uso di una pistola calibro 9×21 successivamente sequestrata.
L’accusa ipotizzava un omicidio volontario, ma la difesa – affidata agli avvocati Maria Teresa De Angelis e Giuseppe Ferraro – ha dimostrato che Waqas ha agito in legittima difesa, sparando per proteggere se stesso e la famiglia dopo essere stato aggredito. Il perito balistico nominato dal Tribunale ha confermato che i colpi partiti dall’arma dell’imprenditore erano stati sparati in stato di necessità, mentre i due aggressori erano già all’interno della casa e uno di loro impugnava un coltello.
L’accoglienza della comunità e il sostegno politico
La notizia della scarcerazione ha fatto il giro del centro storico di Baronissi in pochi minuti. Clienti, amici e tanti cittadini si sono raccolti davanti al negozio di alimentari «International Food» per applaudire Waqas, arrivato a bordo di una Citroën C3 guidata dal fratello. Presente anche il sindaco di Baronissi, Giuseppe Canfora, che ha dichiarato: «La giustizia ha fatto il suo corso. Nadeem è un esempio di integrazione e lavoro onesto per tutta la comunità».
Il caso ha destato interesse a livello nazionale, suscitando un acceso dibattito sulla legittima difesa in casa propria. Il senatore leghista Giancarlo Serafini ha commentato: «Quando ci si difende in casa propria, la legge deve stare dalla parte del cittadino onesto, non del delinquente». Dall’altra parte, associazioni antirazziste hanno evidenziato il rischio di strumentalizzazioni, ricordando che la presunzione di innocenza vale per tutti.
Cosa succede ora: le prossime tappe del processo
La scarcerazione non chiude il procedimento: l’inchiesta è ora passata al pubblico ministero titolare, dott.ssa Lucia Izzo, che dovrà valutare se richiedere l’archiviazione o procedere con un nuovo interrogatorio. Nel frattempo, Nadeem Waqas è tornato a gestire il suo negozio, ma vive sotto stress. «Non dormo più la notte, rivedo i volti di quei ragazzi. Ma dovevo difendere mia moglie e mio figlio», ha raccontato in esclusiva a Il Mattino.
Il procuratore capo di Salerno, Giuseppe Verdicchio, ha precisato che «l’indagine resta aperta per accertare la dinamica complessiva, ma al momento non emergono responsabilità penalmente rilevanti per l’indagato scarcerato». Il perito è anche al lavoro per stabilire se l’arma detenuta da Waqas fava regolarmente denunciata: in tal caso, si tratterebbe di un ulteriore elemento a favore dell’imprenditore, già titolare di porto d’armi per difesa personale rilasciato dalla Questura di Salerno nel 2021.
La voce del quartiere: «Nadeem è uno di noi»
«Quando apre il negozio alle 7, la coda è già lunga. Ci da lavoro a tre ragazzi del posto e paga regolarmente le tasse», racconta Maria, residente in via Sant’Agostino. Anche il presidente dell’associazione commercianti di Baronissi, Antonio Rizzo, ha espresso soddisfazione: «Il ritorno di Nadeem è un segnale positivo per tutto il tessuto economico del paese».
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle periferie salernitane. Nei primi tre mesi del 2024, i furti in abitazione nel Salernitano sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo del 2023, secondo i dati del Viminale. «Servono più controlli, ma anche più solidarietà», conclude il sindaco Canfora, annunciando un incontro con le forze dell’ordine e i cittadini per rafforzare il progetto “Baronissi Sicura”.
Mentre la Procura continua a vagliare ogni elemento, la comunità di Baronissi ha già dato il suo verdetto: Nadeem Waqas resta un esempio di integrazione e difesa dei valori della legalità. E il suo negozio, con insegna verde e bandiera del Pakistan sventolante, è tornato a essere un punto di riferimento per chi crede che l’Italia possa ancora essere “casa”, anche quando la giustizia sembra lontana.
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