8 marzo: donne al timone dell’agricoltura campana, la storia di Marina Reale
Il 8 marzo celebriamo le donne che trasformano la Campania: 22.412 imprese agricole sono guidate da imprenditrici femminili, il secondo dato più alto d’Italia dopo la Sicilia (25.107) e a ridosso della Puglia (23.987). Un esercito silenzioso che sta rilanciando il Mezzogiorno e ridisegnando il futuro del made in Italy agricolo.
Il Sud che non si arrende: 70.000 aziende guidate da donne
Campania, Sicilia e Puglia insieme superano quota 70.000 aziende agricole al femminile, trainando il primato del Sud Italia. Secondo Coldiretti, le donne contano ormai il 31% degli imprenditori agricoli nazionali: un balzo in avanti di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2010. Il merito va anche ai progetti di agricoltura sociale, biologica e di qualità che hanno attratto nuove leve di imprenditrici under 40.
Marina Reale: “La terra non ha genere, ma ha bisogno di passione”
Tra i volti simbolo di questa rivoluzione c’è Marina Reale, 43 anni, titolare di un’azienda vitivinicola di 45 ettari nell’agro nocerino-sarnese. Diplomata in enologia, ha trasformato il patrimonio di famiglia in un’impresa d’eccellenza che oggi esporta Pomodoro San Marzano DOP e Vesuvio Lacryma Christi in 14 Paesi. «Quando ho preso in mano le redini – racconta – i banchi mi guardavano storto. Oggi i miei clienti chiedono proprio il mio volto donna, sinonimo di cura e trasparenza».
Le sfide ancora aperte: credito, formazione e paura del cambiamento
- Accesso al credito: solo il 18% delle imprenditrici riesce a ottenere finanziamenti bancari senza garanti maschili.
- Formazione continua: servono più master e incubatori dedicati all’innovazione di genere.
- Reti femminili: ancora poche le cooperative esclusivamente al femminile, strumento chiave per abbattere i costi di filiera.
Il Pnrr come opportunità: 1,2 miliardi per l’agricoltura 4.0
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanzia 1,2 miliardi per l’agricoltura 4.0 e il 40% dei fondi è riservato a progetti presentati da under 50. «Le donne hanno le carte in regola – spiega la presidente di Coldiretti Campania, Rosetta D’Amelio – perché puntano su tracciabilità, sostenibilità e valorizzazione del territorio, i tre pilastri richiesti dal bando».
La ricetta del successo: qualità, identità e filiera corta
Marina Reale ha inaugurato un agriturismo didattico dedicato alle scuole medie: «I ragazzi toccano il terreno, mungono le capre, trasformano il pomodoro in passata. Così capiscono che dietro un semplice pacchetto di pasta c’è un mondo di donne e uomini che ogni mattina lottano per garantire sicurezza alimentare». Risultato: fatturato +32% negli ultimi tre anni e lista d’attesa per i weekend fino a dicembre.
8 marzo: festa, ma anche appello al futuro
«Non serve la quota rosa – conclude Marina – serve cultura della parità. Quando le banche, i consorzi e i mercati si convinceranno che una donna che racconta la sua storia sul podio di un Salone internazionale vale quanto un uomo, allora avremo vinto davvero». Mentre scatta la foto di gruppo tra ulivi e filari di San Marzano, la Campania dimostra che il suo vero tesoro non è solo il pomodoro, ma le donne che lo coltivano.
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