Taglio accise benzina: il governo Meloni pronto a intervenire sul caro-carburante
Il caro-carburante che da mesi sta erodendo i bilanci di famiglie e imprese potrebbe incontrare la prima, concreta risposta del governo Giorgia Meloni. La premier ha annunciato sui social che l’esecutivo sta valutando l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, uno strumento fiscale in grado di ridurre immediatamente il prezzo della benzina e del diesel. La misura, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe già approdare martedì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Accise mobili: cosa sono e come funzionano
Le accise mobili rappresentano una delle clausole di salvaguardia previste dal nostro ordinamento. Quando il prezzo dei carburanti sale al di sopra di una determinata soglia, lo Stato può decidere di abbassare le tasse applicate alla benzina e al gasolio, utilizzando l’extra-gettito Iva generato proprio dall’aumento dei listini. In pratica, il maggior ricavo derivante dall’impennata dei prezzi viene “restituito” agli automobilisti sotto forma di riduzione delle accise.
L’obiettivo è contenere l’inflazione indotta dai trasporti e tutelare il potere d’acquisto di consumatori e imprese, senza gravare ulteriormente sulle casse pubbliche. Si tratta di una manovra fiscalmente neutra: non serve trovare nuove coperture, perché il denaro per il taglio arriva direttamente dall’incremento di gettito già avvenuto.
Perché il governo interviene adesso
Negli ultimi mesi il prezzo della benzina ha superato i 2 euro al litro, toccando picchi che non si vedevano dalla scorsa primavera. Il diesel è salito in maniera analoga, con conseguenze pesanti su:
- fatture di autotrasportatori e logistica;
- costi della supply chain agroalimentare;
- tariffe di taxi, NCC e servizi di consegna;
- spese di spostamento casa-lavoro dei pendolari.
Secondo le stime di Confcommercio e Conftrasporto, ogni centesimo in più al litro comporta per le imprese italiane un incremento dei costi pari a circa 250 milioni di euro l’anno. Una mappa che spiega la corsa al riparo del governo.
Quanto potrebbero scendere i prezzi
Il ministero dell’Economia ha calcolato che l’Iva “extra” incassata nei primi quattro mesi dell’anno ammonta a oltre 1,2 miliardi di euro. Utilizzando tutto o parte di questo margine, le accise potrebbero essere abbassate da 10 a 15 centesimi al litro, con un effetto immediato sui prezzi praticati dagli impianti. Una riduzione che, secondo gli analisti, potrebbe:
- riportare la benzina sotto la soglia psicologica di 1,90 €/l;
- favorire un calo analogo del diesel e del Gpl;
- contenere il carrello della spesa, grazie ai minori costi di trasporto delle merci.
Tutte le opzioni in campo: riduzione temporanea o strutturale?
Palazzo Chigi non ha ancora svelato il dettaglio tecnico dell’intervento. Le ipotesi al vaglio sono due:
- Taglio puntuale e temporaneo: le accise calano solo per i prossimi 30-60 giorni, con decreto da rinnovare se il trend dei prezzi resta alto.
- Riordino permanente delle aliquote: si abbassa la componente fissa delle accise, compensandola con l’extra-gettito Iva in modo strutturale, finché il mercato non si normalizza.
La prima soluzione è più flessibile, ma rischia di trasformarsi in un “tampone” da rinnovare ogni mese. La seconda garantirebbe maggiore stabilità, ma richiede un confronto più ampio con Bruxelles, perché le accise rientrano nella componente fissa delle direttive comunitarie sui minimi di tassazione energetica.
Cosa cambia per gli automobilisti
Se il Consiglio dei ministri darà il via libera, i distributori dovranno applicare la nuova aliquota entro 48-72 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli effetti si vedranno subito:
- riduzione media di 10-12 € al pieno per un’auto con serbatoio da 50 litri;
- risparmio mensile stimato di 30-40 € per chi percorre 1.500 km;
- minori emissioni di CO₂ legate alla cosiddetta “ecodriving”, visto che molti automobilisti sono costretti a ridurre i tragitti per contenere la spesa.
L’auspicio di associazioni dei consumatori e categoria è che il taglio sia accompagnato da un’intensificazione dei controlli antitrust su eventuali speculazioni degli impianti, per garantire che l’intera riduzione arrivi realmente ai cittadini.
Il quadro europeo e i rischi futuri
L’Italia non è l’unico Paese a registrare un’impennata dei prezzi. In Francia, la razione di sconto carburante varata dal governo Macron è costata 7 miliardi di euro; in Spagna è stato applicato uno sconto di 20 centesimi a litro finanziato con risorse statali. A livello comunitario, la Commissione ha dato mandato agli Stati membri di “utilizzare in modo flessibile gli strumenti fiscali a disposizione”, purché rispettino i vincoli di bilancio.
Mentre il governo Meloni lavora al provvedimento, il mercato energetico resta altamente volatile. Le tensioni geopolitiche, la riapertura della domanda cinese e la stagione estiva – tradizionalmente più cara per l’aumento dei consumi – potrebbero spingere nuovamente i listini verso l’alto. Per questo, l’opzione delle accise mobili è considerata solo “la prima linea di difesa”. Negli ultimi giorni si è cominciato a parlare anche di:
- un potenziamento del fondo per il trasporto pubblico locale, per ridurre la dipendenza dall’auto privata;
- l’estensione degli sconti fiscali per la conversione alle auto elettriche e ibride, per accelerare la transizione verso fonti meno soggette alle oscillazioni del petrolio.
Appuntamento a martedì
Il Consiglio dei ministri convocato per la prossima settimana segna quindi una svolta importante nella guerra al carburante caro. Se l’esecutivo confermerà l’attivazione del meccanismo, l’Italia si porrà in linea con le best practice europee, dimostrando che la tutela delle tasche degli italiani può essere realizzata anche in modo rapido, puntuale e compatibile con la stabilità di bilancio.
Martedì, dalle prime ore del pomeriggio, il testo del decreto verrà trasmesso alle Camere per l’approvazione accelerata. Intanto, gli automobilisti possono iniziare a monitorare i display dei distributori: entro pochi giorni, il prezzo della benzina potrebbe finalmente tornare a scendere.
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