Turismo Sarno: Sirica (FdI) punta su strategia sostenibile per crescita
Sarno è sempre più sulla mappa del turismo campano. Negli ultimi triennio il comune dell’Agro Nocerino-Sarnese ha registrato un aumento costante di presenze, grazie a un patrimonio storico-artistico ancora poco valorizzato, a un territorio a cavallo tra Piana del Sele e Monti Lattari e a una posizione strategica a pochi minuti dalla Costiera Amalfitana. Il boom di visitatori, però, impone scelte urgenti: servono infrastrutture, servizi e regole per evitare l’effetto “vittima del proprio successo”.
Turismo in crescita: i numeri del fenomeno
Secondo i dati aggregati di Regione Campania, Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno, le presenze turistiche nel comprensorio sarnese sono cresciute del 18,4% tra il 2019 e il 2022, superando quota 45.000 pernottamenti annui. Fonti associative del settore ricettivo stimano per il 2023 un ulteriore +12%, trainato da flussi domestici, ma anche da Spagna, Francia e mercati tedesco e nordico.
- Patrimonio culturale: il Museo Diocesano, l’Antica Pieve di S. Maria di Foce, il Castello Medioevale di Lombardo
- Natura e sport: sentieri dei Monti Lattari, torrente Sarno, percorsi di trekking e MTB
- Enogastronomia: pomodoro S. Marzano DOP, Mozzarella di Bufala Campana, vini dei Colli di Sarno
Il grido d’allarme di Sirica (Fratelli d’Italia)
“L’onda del turismo è un’opportunità imperdibile, ma senza una strategia di sostenibilità rischia trasformarsi in un boomerang ambientale e sociale”. È la posizione netta di Antonio Sirica, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Urbanistica di Sarno.
“Nel 2022 abbiamo contato oltre 5.000 arrivi extra-season, un flusso inedito per una città che fino a qualche anno fa vedeva turisti solo in pellegrinaggio religioso – spiega Sirica – Ma oggi mancano marciapiedi, aree di sosta per camper, punti di informazione, raccolta differenziata efficiente. Serve un Patto per il Turismo che coinvolga istituzioni, imprese e cittadinanza”.
Le proposte di FdI per un turismo sostenibile
- Destination management: istituire un’Agenzia di promozione turistica congiunta con i comuni limitrofi (Nocera, Pagani, Castel San Giorgio)
- Accessibilità: potenziare la circumvesuviana e creare piste ciclabili di collegamento tra stazione, centro storico ed aree naturalistiche
- Green deal locale: bandi per strutture ricettive eco-certificate, bonus fiscali per B&B che adottano pannelli solari e riduzione plastica monouso
- Tassa di soggiorno intelligente: introdurre una city tax “light” (1 € a notte) destinata al 100% a manutenzione del verde urbano, wifi gratuito e videosorveglianza
Il rischio overtaste e le criticità aperte
L’assenza di un Piano Strategico di Destinazione (PSD) è emersa durante il confronto promosso dalla Camera di Commercio Salerno lo scorso ottobre. “Sarno ha attrattive, ma non ancora capacità di carrying capacity</em – avverte la dott.ssa Lucia Romano, ricercatrore dell’Università Suor Orsola Benincasa – Se l’aumento di visitanti non è accompagnato da regole su flussi, trasporto pubblico e dehors, si crea overtaste: traffico, inquinamento, perdita di identità”.
Il comune ha approvato a dicembre 2022 il Variante al PRG per l’insediamento di nuove strutture alberghiere in zona ex-Cartiera, ma la procedura di Via è ancora in fase di valutazione ambientale. Intanto gli operatori chiedono tavoli tecnici veloci.
Il ruolo del marketing territoriale
“Dobbiamo raccontare meglio Sarno – conclude Sirica – Il nostro territorio è crocevia di tre parchi (Vesuvio, Monti Lattari, Costiera Amalfitana), custodisce borghi medioevali e tradizioni vivaci come la Festa di Sant’Apollonia e la Sagra del Pomodoro. Serve un brand forte, un sito di destinazione multilingue, campagne social mirate e sinergia con le agenzie di Napoli e Salerno”.
La sfida, adesso, è politica ed economica: trasformare l’interesse passeggero in un modello di turismo lento, responsible e redditizio per l’intera comunità. Il tempo stringe: la prossima stagione primavera-estate 2024 potrebbe registrare il +20% di presenze. Se la macchina organizzativa non si metterà in moto, Sarno rischia di perdere il treno (o forse il treno passeggero) della ripartenza.
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