Nocera Multiservizi sotto accusa: sindacato denuncia «sorveglianza illegali» e conflitti d’interesse
L’esposto Flaica Cub che fa tremare la partecipata di Nocera
Telecamere puntate sui dipendenti, diniego sistematico all’accesso agli atti e una «concentrazione anomala di poteri» che sfiorerebbe il conflitto d’interesse. Sono queste le accuse mosse da Gerardo Rosanova, segretario provinciale della Flaica Cub di Salerno, nell’esposto presentato il 31 maggio alla Procura di Nocera Inferiore, alla Corte dei Conti regionale della Campania e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Salerno.
Il documento – corredato di foto, registrazioni e verbali – chiede l’apertura di un’inchiesta penale, contabile e ispettiva sulla Nocera Multiservizi S.r.l., la partecipata interamente controllata dal Comune di Nocera Inferiore che gestisce igiene urbana, verde pubblico e manutenzione cimiteriale per 52.000 abitanti. Secondo il sindacato, la società avrebbe trasformato il luogo di lavoro in una «area di sorveglianza intensiva» violando il Regolamento Ue 2016/679 (GDPR) e il Testo Unico sulla Privacy (D. Lgs. 196/2003).
Le principale contestazioni: privacy, trasparenza e governance
1. Sorveglianza «a orecchie di elefante»
Secondo l’esposto, dal gennaio 2023 sarebbero state installate otto telecamere di videosorveglianza all’interno dell’officina meccanica di Via De Curtis e nei pressi della piattaforma ecologica di Località Iazzitiello. Le riprese, però, sarebbero consultate in tempo reale dal responsabile del servizio «per verificare l’operato dei lavoratori» senza che risulti alcuna informativa privacy né valutazione preliminare di impatto (DPIA) come impone il Garante Privacy. «Le telecamere sono posizionate in modo da riprendere anche i tornelli e i bagni, configurando un trattamento illecito dei dati biometrici e comportamentali» scrive Rosanova.
2. Accesso agli atti «paralizzato»
Dal 15 marzo 2023 il sindacato ha formulato sette richieste di accesso agli atti ex art. 22 e 23 del D. Lgs. 33/2013 (trasparenza e accesso civico). Le risposte, però, sarebbero arrivate solo in parte e, in alcuni casi, con documentazione parzialmente oscurata. «Ostacolare l’accesso ai documenti contrattuali e ai rendiconti è un danno erariale: la società è partecipata al 100% dal Comune, quindi è un ente di diritto pubblico sottoposto alla legge sulla trasparenza» evidenzia l’esposto.
3. Concentrazione di poteri: cda, direttore e «uomo di fiducia»
La terza parte del dossier contesta la nomina, avvenuta il 28 ottobre 2022, del nuovo amministratore unico della Nocera Multiservizi: l’ingegnere Mario Esposito, già consulente esterno del Comune per le opere pubbliche. Secondo la Flaica Cub, Esposito detterebbe mandati di gestione senza passare per il consiglio di amministrazione, nominerebbe i capi-servizio senza procedure comparative e, in almeno tre gare d’appalto interne, avrebbe agito in conflitto d’interesse essendo legato da parentela con uno dei fornitori. «Un solo uomo amministra, controlla e contrattualizza: è una governance aziendale che non esiste nemmeno nelle S.p.a. quotate» denuncia Rosanova.
Le richieste del sindacato e i possibili reati
Nell’esposto si ipotizzano i reati di:
- Trattamento illecito dei dati personali (art. 167-171 D. Lgs. 196/2003 e art. 83 GDPR)
- Ostacolo all’accesso agli atti (art. 325 c.p.)
- Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.)
- Falso in atti pubblici (art. 477 c.p.)
- Danno erariale (art. 316-ter c.p.)
Il sindacato chiede alla Procura di sequestrare le registrazioni delle telecamere, di acquisire i server aziendali e di nominare un commissario ad acta per la governance. Alla Corte dei Conti, invece, chiede l’audizione dell’amministratore e l’invio di una relazione sulla corretta applicazione del d.l. 231/2001 (responsabilità amministrativa degli enti). Infine, all’Ispettorato del Lavoro, richiede un’ispezione per verificare l’applicazione dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970) e la presenza di licenziamenti disciplinari surrogati.
Il ruolo di Nocera Multiservizi nel contesto provinciale
Fondata nel 1998, la Nocera Multiservizi ha chiuso il bilancio 2022 con 4,8 milioni di euro di ricavi e 94 dipendenti, di cui 68 operai, 18 impiegati e 8 quadri. Gestisce il servizio di raccolta differenziata su un territorio di 20 km² con una percentuale di riciclo pari al 67%, superiore alla media campana (58%). L’eventuale commissariamento, quindi, rischia di rallentare le politiche ambientali e di aumentare la Tari (tassa rifiuti) già salita del 12% nel 2023.
Le prime reazioni dell’amministrazione comunale
Il sindaco di Nocera Inferiore, Mario Confer, ha convocato per il prossimo 15 giugno una conferenza dei capigruppo per discutere dell’esposto. «Riteniamo doveroso acquisire la relazione dell’amministratore unico prima di valutare qualsiasi azione» ha dichiarato. Intanto, l’assessore al ramo Giovanna Romano ha annunciato l’istituzione di un comitato di audit interno per verificare la compliance privacy entro 30 giorni. «Se emergono responsabilità, non esiteremo a commissariare la società» ha aggiunto.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli uffici della Procura di Nocera hanno già trasmesso l’esposto alla Sezione di Polizia Giudiziaria affinché avvii accertamenti tecnici sul sistema di videosorveglianza. La Corte dei Conti, dal canto suo, potrebbe iscrivere nel Regolamento di Sezione una verifica sulla gestione finanziaria; l’Ispettorato ha già calendarizzato un’ispezione per il 20-21 giugno. L’esito potrebbe aprire la strada a un’ondata di ricorsi individuali e a una class action da parte dei cittadini-contribuenti, se dovesse emergere un aumento ingiustificato della Tari.
Restiamo in attesa di sviluppi per aggiornare i nostri lettori su un caso che, per dimensioni e impatto sociale, rischia di diventare un benchmark per la governance delle partecipate in Campania.
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