Morte imprenditore Francesco Vitolo: nuovo sopralluogo della Scientifica nella villa di Sant’Egidio
Nuovo sopralluogo dei carabinieri della Scientifica questa mattina nell’abitazione di Francesco Vitolo, l’imprenditore trovato morto a Sant’Egidio del Monte Albino il 28 febbraio scorso. I militari sono tornati nella villa di Viale degli Aranci per nuove verifiche tecniche, a quasi tre mesi dalla tragedia che ha scosso la comunità del Monti Lattari.
L’indagine sulla morte dell’imprenditore Francesco Vitolo
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, ha subito un’accelerata dopo l’arresto della moglie della vittima, attualmente detenuta in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe orchestrato un piano per eliminare il marito, approfittando di una serie di litigi per questioni patrimoniali e di gelosia.
Il nuovo sopralluogo tecnico-scientifico, eseguito dagli esperti del Ris di Napoli, ha riguardato sia l’interno della villa che l’area esterna circostante. I militari hanno setacciato ogni centimetro del giardino e del vialetto d’accesso, cercando tracce di sangue, fibre tessili o residui di sostanze chimiche che potessero confermare la tesi dell’omicidio.
Cosa è successo la notte del 28 febbraio
Francesco Vitolo, 52 anni, titolare di una nota impresa di autonoleggio e trasporti, fu trovato privo di sensi nella sua abitazione. In un primo momento si ipotizzò un malore improvviso, ma l’autopsia disposta dal pm di turno ha rivelato più lesioni contusive sul corpo, compatibili con una colluttazione o con l’azione di un’arma contundente.
La perizia tossicologica ha inoltre evidenziato tracce di sonniferi nel sangue della vittima, un dettaglio che ha indotto gli investigatori a rivalutare la pista dell’omicidio. Da quel momento la moglie è finita nel mirino degli inquirenti, fino all’emissione del mandato di cattura da parte del Gip del tribunale di Nocera Inferiore.
Il ruolo chiave delle prove scientifiche
Le indagini tecniche condotte dai carabinieri della Scientifica stanno assumendo un ruolo cruciale nel processo. Oltre al nuovo sopralluogo odierno, gli investigatori hanno:
- rifatto la scena del crimine con laser 3D e scanner topografici;
- analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona;
- intercettato i telefoni di familiari e dipendenti dell’impresa;
- esaminato il computer e i dispositivi digitali della coppia.
Il pool di consulenti nominati dal pm sta completando una perizia balistica e una relazione sulla dinamica dei traumi, che sarà depositata nei prossimi giorni. L’obiettivo è stabilire con certezza se Vitolo sia stato colpito prima di essere lasciato privo di sensi, oppure se le lesioni siano state causate da una caduta accidentale.
La famiglia chiede giustizia
Fratelli e sorelle di Francesco Vitolo hanno affidato a un avvocato civilista di Salerno l’incarico di costituirsi parte civile nel processo che si aprirà al termine dell’inchiesta. «Vogliamo che emerga la verità su quella notte», ha dichiarato il legale, annunciando anche una richiesta di risarcimento danni per i due figli maggiorenni della coppia.
Intanto la comunità di Sant’Egidio del Monte Albino continua a seguire con apprensione gli sviluppi del caso. La parrocchia locale ha organizzato una messa in suffragio di Vitolo per il prossimo 30 giugno, mentre l’amministrazione comunale ha proposto di intitolare una via cittadina all’imprenditore, simbolo di un’intera generazione di commercianti della Valle dell’Irno.
Le prossime settimane saranno decisive: il pm ha fissato una nuova audizione</strong della moglie in carcere e potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio. La Scientifica, intanto, continua a lavorare per trasformare ogni microscopica traccia in un pezzo di verità da consegnare alla giustizia.
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