Salerno, il rettore D’Antonio: l’Università conquisterà l’ex Tribunale
L’Università degli Studi di Salerno punta a riportare al centro della vita cittadina studenti, docenti e ricerca. Il rettore Virgilio D’Antonio ha annunciato l’intenzione di insediare nuovi spazi didattici e di servizio nell’ex Palazzo di Giustizia di piazza Abbiateguasto, trasformando l’edificio dismesso in un hub accademico e culturale aperto alla città.
Il progetto: dall’aula d’appello all’aula magna
L’immobile, sfittito dal 2017 quando il Tribunale si è trasferito nella nuova Cittadella della Giustizia, verrà acquisito in via definitiva dal MiC (Ministero della Cultura) con un atto atteso per il prossimo mese di luglio. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino, l’Ateneo ha già presentato un piano di riqualificazione che prevede:
- laboratori multidisciplinari per i dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche e Economia;
- sale studio 24 ore su 24;
- un centro servizi per stage e placement;
- spazi per eventi, mostre e convegni aperti ai cittadini.
Un investimento da 12 milioni di euro
L’operazione è finanziata per 8 milioni dal PNRR (Missione 4 − “Istruzione e ricerca”, Investimento 1.4 − “Crescita dell’offerta formativa e delle competenze nel Mezzogiorno”) e per 4 milioni da fondi regionali e comunali. « Vogliamo restituire a Salerno un polo urbano dell’ateneo » ha dichiarato D’Antonio durante un incontro con il sindaco Vincenzo Napoli e l’assessora alla Cultura Antonella Bellanova. « L’obiettivo è dare vita a un cantiere di idee che coinvolga non solo studenti e professori, ma anche imprese, scuole superiori e associazioni ».
Salerno sempre più “città universitaria”
Negli ultimi anni il capoluogo campano ha registrato un +18 % di immatricolazioni rispetto al 2018, sfiorando i 30 000 iscritti. Il rapporto fra popolazione residente e numero di studenti (1:6) colloca Salerno tra le prime 10 città italiane per densità accademica. Il recupero dell’ex Tribunale si inserisce in una strategia più ampia che comprende:
- l’ampliamento del polo di Fisciano con nuovi laboratori di AI e robotica;
- la facoltà di Medicina presso l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, attesa per il 2026;
- una residenza universitaria da 400 posti nel comparto di Pastena, finanziata con 6 milioni di euro.
Sostenibilità e rigenerazione urbana
Il progetto punta sulle linee guida del Green Deal: pannelli fotovoltaici, coibentazione termica, recupero delle facciate in tufo e la creazione di un percorso pedonale-ciclabile che collegherà l’ex Tribunale al Porto turistico di Santa Teresa. « Investire su edifici esistenti anziché consumare nuovo suolo è una scelta etica ed economica » ha sottolineato il professore Guido Trombetti, delegato alla Sostenibilità dell’Ateneo.
La timeline degli interventi
- Luglio 2024: firma della convenzione con il MiC e affidamento della progettazione esecutiva.
- Autunno 2024: inizio lavori di consolidamento strutturale.
- Settembre 2025: apertura parziale di aule e servizi, in concomitanza con l’inizio dell’anno accademico.
- Primavera 2026: inaugurazione completa e primo “Salerno University Festival”.
Un modello per il Mezzogiorno
Il caso salernitano è già finito sul tavolo del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha annunciato un tour in Campania per verificare la replicabilità del modello di università diffusa in altri centri di Bari, Reggio Calabria e Cagliari. « Il meridione ha bisogno di poli di attrazione qualificati » ha dichiarato Bernini. « Trasformare gli edifici in disuso in motori di innovazione è la chiave per contrastare la fuga dei cervelli ».
Intanto, a Salerno, studenti e cittadini attendono di riappropriarsi di uno spazio simbolo. « Quando studio all’aperto tra i vicoli del centro storico mi chiedo perché l’Università non possa essere qui » dice Maria Verde, 22 anni, iscritta a Lettere. « Se il progetto del rettore D’Antonio andrà in porto, il sogno diventerà realtà ».
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