Praiano, assoluzione confermata per l’ex sindaco Di Martino: “Il fatto non sussiste
La Corte d’Appello di Salerno ha confermato la piena assoluzione dell’ex primo cittadino Giovanni Di Martino, già assolto in primo grado con la formula “il fatto non sussiste”. La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, mettendo così la parola fine a una vicenda giudiziaria che si trascinava dal 2018.
Il verdetto: confermata l’assoluzione in Appello
Il collegio giudicante, presieduto dal dott. Ferrara e composto dal relatore dott. Rulli e dalla dott.ssa Mele, ha respinto l’appello del Pubblico Ministero, ratificando la sentenza con cui il Tribunale di Salerno aveva assolto l’ex sindaco di Praiano, Giovanni Di Martino, dalle accuse a lui contestate. La formula “il fatto non sussiste” rappresenta l’assoluzione più completa prevista dall’ordinamento italiano, perché sancisce che il reato non è mai esistito in fatto e in diritto.
La vicenda: accuse di abuso d’ufficio e lesioni personali
L’indagine risale al luglio 2018, quando Di Martino era ancora in carica. Secondo l’accusa, il primo cittadino avrebbe commesso abuso d’ufficio e lesioni personali in relazione all’operato della Polizia Municipale durante un controllo stradale. I fatti si erano verificati in un’area di Praiano considerata “sensibile” dal punto di vista del decoro urbano, dove erano in corso controlli anti-abusivismo.
La Procura aveva sostenuto che Di Martino avesse indebitamente interferito nell’attività degli agenti, ma la difesa, guidata dall’avvocato Angelo Di Florio, era riuscita a dimostrare la totale estraneità dell’imputato alle ipotesi accusatorie, evidenziando anomalie nelle dichiarazioni dei testimoni e carenze probatorie.
Reazioni: “Giustizia è fatta”
Al termine dell’udienza, l’ex sindaco ha dichiarato:
“Sono sollevato e riconoscente alla magistratura salernitana. In questi anni ho sempre avuto fede nella giustizia; oggi posso finalmente voltare pagina e tornare a vivere serenamente.”
Di Martino, 57 anni, era stato eletto nel 2015 con una coalzione civica e aveza lasciato l’incarico nel 2020. Dall’avvio dell’indagine aveva sempre professato la propria innocenza, rinunciando però a ricandidarsi per non gravare sulle istituzioni locali.
Impatto sul territorio: Praiano torna a respirare
L’assoluzione ha destato un forte eco sulla Costiera Amalfitana. Il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Russo, ha commentato:
“Praiano può finalmente chiudere un capitolo doloroso. La conferma dell’assoluzione restituisce serenità alla nostra comunità e lustro alla figura di un amministratore che ha sempre lavorato per il bene del paese.”
Negli ultimi anni, infatti, il piccolo centro costiero ha sofferto dell’alone di sospeso legato al processo, subendo anche un calo di arrivi turistici legato alle cronache giudiziarie. Confesercenti Costiera spera ora in un rilancio dell’immagine, grazie anche alle iniziative di promozione territoriale avviate dal nuovo sindaco, Marco D’Angelo.
Il diritto: perché “il fatto non sussiste” è importante
Gli esperti di diritto penale ricordano che l’assoluzione perché il fatto non sussiste (art. 530, co. 2, c.p.p.) comporta l’impossibilità di nuovi processi sul medesimo episodio: si configura, in sintesi, un verdetto di innocenza assoluta, che può aprire la strada al risarcimento del danno per la “lite temeraria” qualora il procuratore non dimostri di aver agito in buona fede.
Prospettive future
Con la sentenza d’Appello passata in giudicato, Di Martino potrà presentare istanza di riabilitazione e rivalutare un proprio futuro politico. Intanto, la sua vicenda è destinata a entrare nel novero dei casi-studio dedicati all’abuso d’ufficio e alla tutela dei sindaci, al centro del dibattito sulla necessità di riformare il reato per evitare azioni giudiziarie che paiono dettate più da strategie mediatiche che da concrete evidenze.
Alla luce della decisione della Corte d’Appello di Salerno, il Comune di Praiano può ora guardare avanti, concentrandosi su turismo, ambiente e infrastrutture, cuori pulsanti dell’economia locale, senza il fardello di un’ombra giudiziaria che ha troppo a lungo condizionato la vita amministrativa e civile della Costa d’Amalfi.
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