Consorzio Vallo Diano e Tanagro: 100 anni di bonifica modello per l’Italia
Il Consorzio di bonifica integrale Vallo di Diano e Tanagro spegne 100 candeline e riceve il riconoscimento ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mit) come realtà virtuosa nella gestione delle risorse idriche e del territorio. L’anniversario è stato celebrato lo scorso 6 giugno a Sant’Arsenio (Salerno), cuore del comprensorio dell’alto Vallo di Diano, alla presenza delle istituzioni locali, dei consorziati e delle associazioni di categoria.
Il valore strategico della bonifica per la sicurezza idrica nazionale
«Celebrare il centenario del Consorzio di bonifica integrale Vallo di Diano e Tanagro consente di ribadire l’importanza della gestione delle acque e del governo del territorio» ha dichiarato Edoardo Ferrante, dirigente del Ministero delle Infrastrutture. «La bonifica garantisce sicurezza, stabilità e crescita delle comunità nonché l’efficienza del sistema nazionale di approvvigionamento d’acqua».
La rete di infrastrutture idriche e idrauliche gestita dal Consorzio, composta da canali, briglie, opere di difesa del suolo e collettori, rappresenta un patrimonio strategico per l’agricoltura e per la tutela ambientale di un’area montana caratterizzata da forti dislivelli e da un clima sempre più secco. Secondo i dati Mit, il sistema consortile italiano complessivo conta oltre 6.000 km di reti irrigue e più di 1.400 km di canali di bonifica, per un valore stimato di 6 miliardi di euro.
Cent’anni di storia al servizio del territorio
Fondato il 5 giugno 1924, il Consorzio Vallo Diano e Tanagro ha trasformato un tempo paludoso e malarico in un’area agricola produttiva e sicura. Oggi tutela oltre 12.000 ettari di territorio distribuiti tra i comuni di Atena Lucana, Sala Consilina, Sanza, Sassano, Teggiano, Padula e Sant’Arsenio, servendo circa 5.000 utenti tra agricoltori, condomini e aziende.
«Il centenario non è solo una festa, ma un’occasione per proiettare il Consorzio nel futuro» ha spiegato il presidente Giuseppe G. Speranza. «Stiamo lavorando per digitalizzare la rete, installare sensori di portata e sviluppare un control room che permetta di prevenire allagamenti e sprechi d’acqua».
Investimenti e progetti per il futuro
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) stanzia 2,7 miliardi di euro per l’agro-irriguo e la messa in sicurezza del territorio; di questi, 240 milioni sono già stati assegnati a interventi in Campania e Basilicata. Il Consorzio Vallo Diano e Tanagro è candidato a 3 progetti per un importo complessivo di 18 milioni di euro:
- Riqualificazione del canale principale di bonifica “Le Mulinelle” (6 km di lunghezza)
- Realizzazione di laghetti di fitodepurazione per il trattamento delle acque di scarico agricolo
- Sostituzione di 20 km di condotte in eternit con tubazioni in polietilene ad alta densità
Il ruolo dei consorzi di bonifica nel clima che cambia
Con l’aumento di eventi estremi — siccità da una parte e bombe d’acqua dall’altra — le opere di bonifica sono diventate infrastrutture essenziali per la resilienza del Paese. Secondo l’Ispra, il 92 % dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico; la manutenzione ordinaria e straordinaria dei consorzi può ridurre fino al 40 % i danni da alluvioni e garantire la disponibilità di risorsa idrica in periodi di scarsa piovosità.
Un modello da replicare in tutta Italia
«Il Consorzio Vallo Diano e Tanagro dimostra come la collaborazione tra pubblico, privato e mondo accademico possa produrre risultati concreti» ha concluso Ferrante. «La sfida ora è estendere questo modello virtuoso ad altre aree interne, valorizzando il ruolo degli enti consortili come presidi di legalità e sviluppo».
Il prossimo appuntamento è fissato per il 21 settembre 2024, quando il Ministero organizzerà a Roma una conferenza nazionale sui consorzi di bonifica per presentare le best practice e definire il nuovo Piano straordinario di manutenzione 2025-2030.
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