Salerno, ripartono i lavori Matierno-Fratte: archeologia e riqualificazione urbana
Ripresa dei lavori a Matierno-Fratte: un cantiere tra passato e futuro
A Salerno è tornato vivo il cantiere di Matierno-Fratte. Dopo mesi di sospensione dovuti a un eccezionale ritrovamento archeologico, le ruspe e i geologi sono tornati operativi per completare l’ambizioso progetto di riqualificazione urbana che riguarderà uno degli ingressi sud della città. L’interruzione, scattata a marzo 2025 quando emersero significativi resti romani, ha consentito alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di eseguire rilievi, scavi di salvataggio e valutazioni di compatibilità. Ora, con il via libera definitivo, l’amministrazione comunale ha disposto la riattivazione ufficiale dei lavori, garantendo che l’area sarà valorizzata sia sotto il profilo infrastrutturale che culturale.
Cosa è successo nel marzo 2025: i reperti che hanno fermato il cantiere
Durante le indagini geognostiche preliminari alla posa delle nuove reti primarie, gli archeologi hanno individuato una sequenza stratigrafica composta da canalizzazioni in laterizio, frammenti di anfore Dressel 2-4 e cocci di sigillata italica, riferibili a un villaggio rustico di età imperiale (I-II sec. d.C.). La scoperta ha immediatamente attivato la procedura di prescrizione archeologica prevista dal Codice dei Beni Culturali, obbligando la ditta esecutrice a interrompere l’attività e a mettere in sicurezza l’area. «Siamo davanti a un sito di grande interesse – ha spiegato la soprintendente Maria Luisa Marchiano – perché documenta l’insediamento agricolo che si sviluppava lungo la via Sarno-Fratte, un asse viario già noto agli antichi».
L’intervento di riqualificazione: strade, verde e mobilità sostenibile
L’opera, finanziata con 8,5 milioni di euro dal Patto per il Sud e dal Fondo sviluppo e coesione, prevede:
- La larghezza di 3,5 m per corsia di un nuovo asse viario di 1,2 km, collegamento fra la SP 417 “Matierno-Fratte” e la futura stazione intermodale di Salerno Mercatello;
- La realizzazione di piste ciclabili separate dal traffico veicolare per 2 km, con attraversamenti pedonali rialzati e isole di calm traffic;
- L’installazione di illuminazione a led e di un sistema di controllo di gestione traffico (TSC) integrato con l’ITS cittadino;
- Il risanamento del torrente Asa mediante argini naturali, zone umide e percorsi di educazione ambientale;
- La creazione di un parco archeologico di 7.000 m², con passerelle in acciaio corten e pannelli didattici multilingua, che racconterà la storia del sito romano.
«Questo intervento – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli – è un esempio virtuoso di archeologia compatibile con lo sviluppo. Salerno dimostra che tutela e crescita possono camminare insieme, generando attrattività turistica e qualità della vita per i residenti».
Il cronoprogramma e i benefici attesi
Secondo il piano operativo approvato dalla Città Metropolitana, i lavori si concluderanno entro settembre 2026. La prima fase, già avviata, riguarda l’allargamento della banchina stradale e la posa delle tubazioni per il teleriscaldamento; la seconda, che partirà in autunno, vedrà la messa in opera del verde di protezione e dell’arredo urbano. L’intera opera genererà:
- Una riduzione del 25% dei tempi di percorrenza fra Fratte e il centro città, con minori emissioni di CO₂ stimate in -18 t/anno;
- Cinquanta nuovi posti di lavoro temporanei nel comparto edile e della green economy;
- Un incremento del 15% del valore immobiliare nella zona, stimato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare della Camera di Commercio;
- L’apertura gratuita del parco archeologico, che si prevede possa attrarre oltre 30.000 visitatori l’anno, con ricadute positive su ristorazione e servizi.
Salerno modello di rigenerazione urbana: la parola agli esperti
L’Ordine degli Architetti PPC di Salerno ha elogiato «la capacità di integrare infrastruttura, paesaggio e memoria storica in un unico disegno». Il professore Giancarlo Di Nocera, docente di Urbanistica all’Università degli Studi di Salerno, sottolinea: «Matierno-Fratte dimostra come il recovery fund può diventare volano di identità territoriale. Non è solo una strada, è un progetto di città che parla ai cittadini e ai turisti, offrendo un percorso fisico e culturale fra passato romano e mobilità del futuro».
Con il cantiere che è tornato operativo a pieno regime, Salerno conferma la sua vocazione a laboratorio di innovazione del Mezzogiorno, capace di trasformare un’emergenza archeologica in opportunità di sviluppo sostenibile. I residenti di Fratte e Matierno potranno presto godere di un’area più sicura, più verde e più bella, mentre il turismo culturale troverà un nuovo motivo per scegliere la città del Giardino della Minerva come meta di un viaggio alla scoperta della Campania autentica.
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