De Luca contro la movida chiassosa a Salerno: «Imbecilli che rovinano la notte»
SALERONOIA – «Imbecilli che tengono la musica a tutto volume di notte». Con queste parole il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è tornato a caricare contro i disagi legati alla movida rumorosa a Salerno, rivolgendo un durissimo j’accuse ai gestori e ai clienti dei locali che trasformano il sonno dei residenti in un incubo.
L’irritazione del governatore: «Basta comportamenti incivili»
La denuncia è arrivata nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì, quando il governatore ha letto una segnalazione giunta da via Gramsci, zona cuore del centro storico cittadino. «Durante le ore notturne – ha raccontato De Luca – ci sono situazioni di forte disturbo. Gente che urla, musica a palla fino all’alba, un caos totale».
Il presidente non ha usato mezzi termini: «Non è possibile tollerare comportamenti incivili da parte di chi non ha il minimo rispetto per i residenti. Chi crea questi disordini è un imbecille, punto e basta». Un tono che ha immediatamente fatto il giro dei social, spaccando in due l’opinione pubblica: da un lato i cittadini stanchi di notti insonni, dall’altro i gestori dei locali che rischiano l’ossigeno economico dopo due anni di pandemia.
Via Gramsci sotto osservazione: ecco cosa succede di notte
Via Gramsci è una delle arterie commerciali più importanti di Salerno, a due passi dal Duomo e da piazza Portanova. Negli ultimi anni ha visto proliferare bar, pub e ristoranti che, complice la pedonalizzazione serale, hanno trasformato la strada in un open-air party tutti i weekend.
Le segnalazioni raccolte dalla Regione parlano di:
- volume musicale oltre i 90 dB fino alle 4 del mattino;
- assembramenti di centinaia di ragazzi che bloccano il traffico pedonale;
- schiamazzi e risse che costringono più volte la Polizia Municipale ad intervenire;
- esercizi commerciali che somministrano alcolici in orari proibiti, violando la normativa regionale.
«Non stiamo parlando di normali attività di intrattenimento – ha precisato De Luca – ma di veri e propri abusi che ledono il diritto al riposo dei cittadini».
Le misure già in campo e quelle in arrivo
L’amministrazione comunale, dopo una riunione urgente in prefettura, ha annunciato un piano di controlli straordinari che prevede:
- il rafforzamento dei turni della Municipale nelle notti tra venerdì e domenica;
- l’installazione di decibelmetri intelligenti per il rilevamento automatico del superamento dei limiti sonori;
- la possibile chiusura temporanea dei locali recidivi, fino a 30 giorni;
- una tolleranza zero sulle violazioni dell’orario di chiusura (ore 2, salvo proroghe fino alle 3 per gli esercizi con cucina).
Movida sì, ma con regole: la sfida di Salerno
Il fenomeno della movida rumorosa a Salerno non è nuovo. Già nel 2019 il Comune aveva varato un patto di convivenza tra residenti e commercianti, ma la pandemia ha fatto slittare i controlli. Ora, con il ritorno alla normalità, i problemi sono riesplosi.
«Non vogliamo uccidere il divertimento – ha concluso De Luca – ma garantire il diritto al riposo. Chi rispetta le regole è benvenuto, chi no dovrà farne le spese». Una posizione condivisa dall’assessore alla Polizia Municipale Veronica Napoli: «Stiamo valutando anche l’istituzione di zone rosse a bassa rumorosità, con divieto di amplification outdoor dopo l’una di notte».
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nei prossimi 30 giorni sono attese multe a partire da 500 euro per i locali che supereranno i 65 dB in fascia notturna, mentre i residenti potranno inviare segnalazioni anonime via WhatsApp al numero dedicato 366 94 94 94. Intanto, il sindaco Vincenzo Napoli ha convocato per mercoledì prossimo una tavola rotonda con associazioni di categoria, residenti e forze dell’ordine per definire un nuovo regolamento urbano della movida.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra turismo, intrattenimento e vivibilità, evitando che Salerno cada nella trappola di città come Napoli o Rimini, dove la movida selvaggia ha generato tensioni sociali e calo di presenze. Il governo regionale, dal canto suo, ha già stanziato 300 mila euro per campagne di educazione civica e controlli congiunti con la Guardia di Finanza.
Resta da vedere se la strategia del “pugno di ferro” annunciata da De Luca basterà a cambiare i comportamenti dei più incivili, o se servirà un dialogo più strutturato con il mondo della ristorazione e del tempo libero. Fatto sta che, per la prima volta, la parola d’ordine è una sola: rispetto. Altrimenti, ha avvertito il governatore, «chiuderemo i rubinetti a tutti».
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