Patteggiamento respinto per l’incendio dell’auto della ex: rischio processo a Nocera Inferiore
Respinta l’offerta di patteggiamento: il gip manda a giudizio il 30enne accusato di maltrattamenti e incendio
Nocera Inferiore (Salerno) – Un colpo di scena nel cuore del Sarno: il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore ha respinto la richiesta di patteggiamento a due anni di reclusione presentata dalla difesa di un 30enne nocerino accusato di maltrattamenti in famiglia, minacce aggravate e incendio doloso. L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, dovrà ora affrontare il giudizio immediato dinanzi al collegio penale.
La fine della relazione e l’escalation di violenza
Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, il rapporto tra l’indagato e la 29enne vittima si era interrotto lo scorso anno proprio a causa di comportamenti violenti e possessivi che la giovane non tollerava più. Appena la donna aveva deciso di troncare, l’uomo avrebbe iniziato una vera e propria campagna d’intimidazione: messaggi insistenti, pedinamenti, insulti e, infine, l’episodio che ha fatto scattare le manette.
La notte del 14 settembre 2023, davanti all’abitazione della ex a Nocera Inferiore, è divampato l’incendio doloso della Fiat 500 di proprietà della ragazza. Le fiamme, domate dai vigili del fuoco, hanno danneggiato anche una seconda vettura parcheggiata vicino. Gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore hanno accertato che il rogo era stato appiccato con accelerante: sul cofano sono state trovate tracce di benzina e un accendino intestato all’ex compagno.
Le indagini e la richiesta di rinvio a giudizio
L’inchiesta, coordinata dal pm Valeria De Falco, si è basata su:
- intercettazioni telefoniche e ambientali;
- filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona;
- testimonianze di condomini e amici della ragazza;
- perizia tecnica sul veicolo incendiato.
L’esame del DNA rinvenuto sull’accendino ha restituito un profilo genetico compatibile al 99,9% con quello dell’indagato. Davanti a questo quadro, il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio immediato, rigettando la concessione di una pena patteggiata che, secondo la difesa, avrebbe evitato «un processo traumatico per tutti».
Le accuse a carico dell’indagato
L’imputato risponde di:
- Maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) – per avere ripetutamente umiliato e minacciato la convivente;
- Minacce aggravate (art. 612 c.p.) – tramite messaggi e telefonate;
- Incendio doloso (art. 423 c.p.) – per avere dato fuoco all’auto di proprietà della ex.
Il pool di avvocati difensori ha annunciato che presenterà istanza di incidente probatorio per contestare la validità delle intercettazioni e chiederà l’acquisizione di nuovi testimoni che attesterebbero «un alibi per la notte dell’incendio».
Il contesto: violenza di genere e prevenzione in Campania
Il caso si inserisce in un trend in crescita di episodi di violenza post-relationale in Campania. Secondo l’ultimo dossier della Casa delle Donne di Salerno, nel 2023 sono stati registrati +18% di denunce per stalking rispetto al 2022, con un picco proprio nei municipi dell’Agro Nocerino-Sarnese. La prefettura di Salerno ha già previsto un incontro in prefettura il prossimo mese per rafforzare il protocollo anti-violenza e aumentare i fondi per le case rifugio.
Il processo è fissato in udienza preliminare il 15 ottobre 2024. Qualora l’imputato venza riconosciuto colpevole, la pena prevista per l’incendio doloso va dai 4 ai 10 anni di reclusione, mentre i maltrattamenti possono aggiungere altri 2-6 anni, con la possibile inflizione di misure di sicurezza e obbligo di allontanamento dalla vittima.
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