Bressanone, blitz dei Carabinieri: sgominata banda di trasfertisti, denunciato 26enne salernitano
BRESSANONE (BZ) – Un semplice controllo notturno si è trasformato nell’ennesimo colpo inferto alle bande di trasfertisti che da mesi insanguinano l’Alto Adige. Nella notte tra sabato e domenica, i Carabinieri della Compagnia di Bressanone hanno intercettato e identificato tre giovani pregiudicati, bloccati a bordo di un’auto con targa campana mentre si aggiravano nei pressi del centro storico. Tra loro, spicca la posizione di un 26enne residente in provincia di Salerno, già noto alle forze dell’ordine per una serie di reati contro il patrimonio.
Il blitz notturno: quando la routine diventa operazione anti-crime
Erano le 2.30 quando la pattuglia della stazione di Bressanone ha notato una Fiat 500L con targa SA procedere a velocità sostenuta e con le luci abbassate in via Portici. L’istinto del brigadiere scelto M. R., coadiuvato dal maresciallo G. P., ha fatto scattare il controllo. A bordo, tre uomini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti con precedenti per furti in appartamento, rapine e ricettazione.
Al primo esame, l’odore di marijuana ha fatto innalzare il livello di allerta. Perquisizione immediata: nel bagagliaio sono spuntati due paia di guanti in lattice, un cacciavite passamontagna, una torcia a led da 2000 lumen e una busta termica per il trasporto di refurtiva. Elementi, questi, tipici del modus operandi delle cosiddette “baby gang della ramina”, ormai specializzate in tour-luna da Sud a Nord per colpire villette e attività commerciali.
Le indagini: il 26enne salernitano era il “cervello” della banda
L’identità del 26enne – le cui iniziali sono V. C. ma per motivi di privacy non possono essere rese note per intero – ha subito destato maggiore interesse. L’uomo, domiciliato a Baronissi (SA), risulta:
- iscritto nel registro dei probioresi della Procura di Salerno per un furto aggravato commesso nel 2022;
- destinatario di un daspo urbano emesso dal Questore di Salerno per reati predatori;
- già condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi per ricettazione, pena sospesa.
Dai primi accertamenti, coordinati dal sostituto procuratore di Bolzano Dr. Luca Trifone, emerge che V. C. avrebbe agito da regista logistico: prenotava le case-vacanza dell’Eisacktal tramite profili fake, forniva le “tute” da lavoro e sceglieva i bersagli individuati su Google Street View. Il gruppo, secondo l’accusa, era in Alto Adige da almeno una settimana e stava per colpire una gioielleria del centro.
La mappa dei colpi: da Salerno a Bolzano, la rotta del crimine
Il fenomeno dei trasfertisti – giovani provenienti soprattutto da Campania, Calabria e Puglia – è in costante crescita. Secondo i dati aggiornati del Centro Operativo per l’Analisi Criminale (COA) del Ministero dell’Interno, nel solo 2023 sono stati registrati:
- 147 arresti in flagranza tra Trentino-Alto Adige e Veneto per associazione finalizzata a furto;
- oltre 2,3 milioni di euro di refurtiva recuperata;
- un aumento del +18% rispetto al 2022.
Le zone preferite? Bressanone, Bolzano, Merano e la piana di Renon, dove le ville isolate e le attività turistiche offrono “prey” facili da colpire in tempi rapidi, prima di risalire autostrada A22.
Le accuse e il provvedimento
V. C. e i due complici – un 23enne di Acerra (NA) e un 24enne di Caserta – sono stati trasferiti negli uffici del comando provinciale di Bolzano per gli atti di rito. Il salernitano è stato denunciato per tentato furto aggravato in concorso, porto ingiustificato di attrezzi atti allo scasso e violazione degli obblighi del daspo; i due complici per porto abusivo di arnesi da scasso.
Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura, ha convalidato i fermi e disposto per tutti e tre l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con colloquio di sorveglianza e braccialetto elettronico per il 26enne. Patrimonio sotto sequestro: 1.400 euro in contanti trovati nelle tasche del guidatore e tre smartphone utilizzati per la geolocalizzazione degli obiettivi.
Il commento dell’Arma: «Colpo importante, ma l’allerta resta alta»
Il colonnello Marco D’Arpino, comandante provinciale dei Carabinieri di Bolzano, ha espresso soddisfazione per l’operazione: “Abbiamo colpito una cellula operativa che stava per perpetrare almeno tre colpi in Alta Valle Isarco. Invitiamo cittadini e titolari di negozi a segnalare immediatamente movimenti sospetti: la rapidità dell’intervento è fondamentale per evitare danni economici e garantire la sicurezza”.
Il sindaco di Bressanone, Peter Brunner, ha ringraziato l’Arma sottolineando come “la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini costituisca l’unico antidoto efficace contro il fenomeno dei trasfertisti”.
Cosa fare se si sospetta una banda di trasfertisti
I Carabinieri hanno diffuso una check-list per riconoscere in tempo i preparativi di un colpo:
- macine con targa del Sud Italia che giriano a velocità sostenuta nelle ore notturne;
- conducenti con cappellino e mascherina chirurgica, anche a bordo di veicoli non intestati;
- soste prolungate davanti a gioiellerie, ottiche o abitazioni isolate;
- uso intensivo di smartphone con navigatore attivo anche a piedi.
In caso di dubbi, chiamare il 112 e fornire targa, modello auto, direzione e – possibilmente – scattare una foto di insospettamento. L’anonimato è garantito.
Con l’arrivo dell’estate e l’aumento dei flussi turistici, l’appello è chiaro: la prevenzione è un dovere collettivo. L’operazione di Bressanone dimostra che la rete di controllo funziona, ma occhi vigili restano l’arma più efficace per tenere lontana la criminalità organizzata da casa nostra.
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