Campania in emergenza: 1.147 medici di base verso la pensione, rischio collasso assistenza primaria
Campania in emergenza: 1.147 medici di famiglia in arrivo alla pensione entro i prossimi mesi. È la fotografia scattata dagli stessi operatori, un’“emorragia bianca” che rischia di lasciare centinaia di migliaia di cittadini senza il medico di base, primo presidio fondamentale della sanità pubblica. Il fenomeno, già evidente in provincia di Salerno, si sta estendendo a tutta la regione.
Il conto alla rovescia: 1.147 camici bianchi pronti a consegnare le chiavi dell’ambulatorio
Secondo i dati diffusi dalle associazioni di categoria, 1.147 medici di medicina generale campani hanno già maturato i requisiti per andare in pensione. Molti di loro stanno accelerando le pratiche di cessazione dell’attività, spinti dall’età (la media supera i 65 anni) e dalla stanchezza accumulata in due anni di pandemia. A fronte di queste partenze, però, non esiste un piano di turnover strutturato: negli ultimi tre anni le nuove iscrizioni all’albo regionale si contano sulle dita di una mano.
Perché il rischio è altissimo nel Salernitano
La provincia di Salerno è tra le più colpite: qui il rapporto tra abitanti e medici è già oggi di 1.600 pazienti per ogni camice bianco, contro gli 1.000 previsti dal livello essenziale di assistenza (LEA). Con 340 pensionamenti attesi solo in quest’area, la forbice potrebbe arrivare a 2.200-2.500 utenti per medico, con conseguenze drammatiche su:
- tempi di prenotazione delle visite (fino a 40-50 giorni)
- accesso tempestivo a prevenzione e terapia delle patologie croniche
- sovraccarico dei Pronto Soccorso, già alle prese con code chilometriche
Le cause della fuga: stipendi bloccati, carico burocratico, carenza di sostituti
«Molti colleghi non ce la fanno più» spiega Mario Esposito, segretario provinciale FIMMG Salerno. «Lo stipendio medio oscilla tra 3.500 e 4.000 euro al mese per un medico con 1.200 assistiti, un compenso fermo al 2015 nonostante l’inflazione. A questo si aggiungono:
- l’obbligo di turni festivi e notturni senza copertura
- 120-150 mail al giorno da parte di ASL e regione
- la difficoltà di trovare giovani sostituti: negli ultimi bandi hanno partecipato in 7 contro 50 posti disponibili»
Il piano della Regione: 400 borse da 60.000 euro ma i giovani non si iscrivono
La giunta De Luca ha stanziato 24 milioni di euro per 400 borse di specializzazione in medicina generale (60.000 euro lordi all’anno per tre anni). Tuttavia il bando, scaduto a gennaio, ha registrato appena 180 candidati. «Il problema è formativo e di prospettiva» osserva la dottoressa Lucia Romano, direttore della Scuola di specializzazione dell’Università Federico II. «I giovani vedono un lavoro isolante, con responsabilità legali crescenti e poche opportunità di carriera. Serve una rivoluzione culturale: il medico di base va riconosciuto come specialista di comunità, non come “passacarte” della sanità».
Le possibili soluzioni: task-force regionale, concorsi lampo, incentivi alle guardie mediche
Per evitare il tracollo, le associazioni chiedono:
- concorso lampo entro luglio per l’assunzione di 200 medici con contratto di 5 anni rinnovabile
- istituzione di ambulatori associati con incentivi fino a 30.000 euro per chi accetta la condivisione della cronologia
- riconoscimento di crediti formativi ECM per chi copre le aree disagiate del Cilento e dell’Alto Sele
- rapporto diretto con le guardie mediche under 35: 10.000 euro di premio annuale per chi resta in regione almeno 8 anni
Cosa rischia il cittadino: code, ticket più alti, crollo della prevenzione
Se la tendenza non verrà invertita, oltre 600.000 campani potrebbero trovarsi senza medico di base nel biennio 2024-2025. Il rischio concreto è:
- aumento del 30% degli accessi impropri al PS (costo medio 360 euro contro 25 di una visita ambulatoriale)
- ritardi nella diagnosi di diabete, ipertensione e tumori
- incremento del 15% di ricette specialistiche “difensive” con conseguente lievitazione del ticket sanitario
I sindaci del Salernitano stanno proponendo un tavolo permanente con Regione, associazioni di categoria e ordine dei medici: l’obiettivo è garantire continuità assistenziale entro l’estate. Ma il tempo stringe: ogni settimana 5-6 medici consegnano il timbro. Per molti pazienti l’unica “alternativa” è stata finora l’autorimessa, con viaggi fino a 40 km per una visita. Una situazione che, se non risolta, trasformerà l’emergenza da sanitaria a sociale.
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