Tubercolosi bovina in Campania: scoppiano 3 focolai nel Salernitano
Tre nuovi focolai di tubercolosi bovina sono stati individuati in provincia di Salerno in altrettanti allevamenti. Si tratta di tre dei cinque episodi segnalati in tutta la Campania secondo il Bollettino nazionale epidemiologico veterinario. I controlli sanitari hanno portato alla scoperta delle positività in due aziende a Sassano e Celle di Bulgheria, durante verifiche sugli animali vivi. Il terzo focolaio è emerso in un macello di Atena Lucana, attraverso l’ispezione post-mortem dei capi.
Indagini in corso: l’andamento della malattia in Campania
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha avviato le indagini epidemiologiche per ricostruire la catena di trasmissione del Mycobacterium bovis, il batterio responsabile della tubercolosi bovina. L’obiettivo è circoscrivere l’infezione e prevenire ulteriori diffondimenti. La Regione Campania ha confermato che tutti i capi positivi sono stati prontamente abbattuti e che è stata disposta la sanificazione dei siti interessati.
Cosa rischia l’allevatore
La tubercolosi bovina è una malattia a notifica obbligatoria: chi non la denuncia può incorrere in sanzioni penali e amministrative. Gli allevatori colpiti dovranno sottoporsi a controlli straordinari per almeno sei mesi; in assenza di nuovi casi, l’allevamento potrà riottenere lo status di “ufficialmente indenne”. Intanto, la commercializzazione di latte e carne è consentita solo dopo negativizzazione dei test ufficiali.
Perché la tubercolosi bovina preoccupa
La malattia, oltre a causare perdite economiche per abbattimenti, calo di produzione e chiusura degli esport verso Paesi extra-UE, può – in rari casi – trasmettersi all’uomo tramite latte non pastorizzato. Per questo la prevenzione veterinaria è fondamentale per la salute pubblica.
Protocollo di controllo in Campania
- Screening annuale con test intradermico su tutti i bovini >6 settimane
- Verifiche ispettive negli allevamenti a rischio e nei macelli
- Tracciabilità degli spostamenti dei capi tramite BDN (Banca Dati Nazionale)
- Collaborazione fra ASL, IZS e Arpac per monitoraggio ambientale
Situazione nazionale: dati al 30 aprile 2024
Secondo il Bollettino epidemiologico veterinario del Ministero della Salute, la Campania registra quest’anno 5 focolai su 74 accertati in tutta Italia. La prevalenza più alta si registra ancora in Sardegna e Sicilia, dove la malattia è endemica. Tuttavia, il rilievo di nuovi episodi nel Salernitano impone un’azione di surveillance rafforzata anche nelle regioni tradizionalmente a basso rischio.
Cosa può fare il consumatore
Acquistare latte e derivati solo se confezionati e sottoposti a pastorizzazione; consumare carne proveniente da macelli autorizzati e con marchio di identificazione; diffidare dei prodotti “a km zero” non accompagnati da certificazioni sanitarie. Queste semplici accortezze riducono al minimo il rischio di trasmissione zoonotica.
Prospettive future
Il piano di eradicazione nazionale 2021-2025 prevede l’intensificazione dei controlli, il finanziamento di nuovi laboratori diagnostici e campagne di informazione per gli allevatori. «Serve la massima collaborazione da parte degli operatori per raggiungere lo status di regione ufficialmente indenne», spiega il dirigente generale dell’IZS Mezzogiorno. Solo così si potrà riaprire definitivamente il mercato verso Stati Uniti, Canada e Giappone, attualmente preclusi alla carne bovina campana.
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