Maxi-sequestro a Napoli: stampavano banconote false da 2,8 milioni di euro
Torre Annunziata (Napoli) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno scoperto e disarticolato una vera e propria fabbrica clandestina di denaro falso. L’operazione, condotta nella prima metà di luglio 2024, ha consentito di sequestrare banconote contraffatte per un valito complessivo di oltre 2,8 milioni di euro, oltre a ingenti quantitativi di droga e materiale informatico utilizzato per la truffa.
La scoperta: una stamperia clandestina nel cuore di Torre Annunziata
L’indagine è partite da un’attività info-investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Grazie a pedinamenti, intercettazioni e analisi finanziarie, i finanzieri sono riusciti a individuare un immobile di via (omissis), apparentemente disabitato, ma in realtà adibito a laboratorio di stampa di banconote false.
All’interno dello stabile, gli uomini della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza hanno trovato:
- 2,8 milioni di euro in banconote false, già stampate e pronte per la messa in circolazione;
- ologrammi destinati ai tagli da 50 e 100 euro;
- cliché e lastre metalliche per la riproduzione di water-mark e fili di sicurezza;
- telai professionali e stampanti a colori ad alta definizione;
- computer desktop e laptop, hard-disk esterni, pen-drive e schede di memoria contenuti i file grafici delle banconote;
- risme di carta patinata e inchiostri speciali (inchiostri UV, colori a base di ferro, ecc.) utilizzati per riprodurre gli effetti di sicurezza delle banconote autentiche.
Il blitz ha inoltre consentito di sequestrare ingenti dosi di sostanze stupefacenti, confermando che il gruppo criminale coltivava due filoni illeciti: la produzione di moneta falsa e lo spaccio di droga, probabilmente utilizzata per il pagamento di “servizi” e materiale.
Tecniche di contraffazione sempre più sofisticate
Secondo gli investigatori, le banconote sequestrate rientravano nella cosiddetta “prima categoria di qualità”, ossia biglietti falsi in grado di ingannare anche commercianti e distributori automatici poco esperti. Le banconote erano sottoposte a trattamenti chimici per conferire al supporto cartaceo una consistenza simile a quella delle banconote autentiche, mentre ologrammi e filigrane erano riprodotti con lastre in metallo ottenute tramite scanner ad altissima risoluzione.
«L’impatto economico-potenziale di questa produzione clandestina è enorme» ha spiegato il Colonnello Giuseppe La Gala, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli. «Le banconote, se messe in circolazione, avrebbero potuto generare un danno al sistema economico e alla fiducia dei cittadini nei mezzi di pagamento contante».
Indagini in corso e prossimi sviluppi
Al momento non sono state comunicate ufficialmente delle persone arrestate, ma fonti investigative fanno sapere che una decina di soggetti è indagata a vario titolo per “coniazione e introduzione nello Stato di monete falsificate, detenzione e produzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, nonché ricettazione e detenzione abusiva di armi”.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Dr. Mario Palma, proseguono per risalire ai canali di approvvigionamento del materiale cartaceo e degli apparecchi informatici, verificare la filiera di distribuzione delle banconote false e identificare eventuali “scommettitori” pronti a immettere il denaro falso sul mercati campano e nazionale.
Come difendersi dalla banconote false: i consigli della Guardia di Finanza
Per ridurre il rischio di incorrere nella ricettazione, gli esperti della Guardia di Finanza raccomandano:
- Controllare sempre il portasoldi di bancomat e distributori automatici;
- Osservare la banconota alla luce per verificare filigrana, filo di sicurezza e ologrammi;
- Utilizzare detector di banconote (lampade UV, penne marcate) in esercizio commerciali;
- Non accettare mai il “resto” da persone non autorizzate, soprattutto in contesti di mercato parallelo;
- Denunciare immediatamente alle Forze dell’Ordine il tentativo di spendere denaro falso, evitando di manomettere il biglietto sospetto.
Il Comando Provinciale di Napilo ricorda inoltre che, secondo l’art. 453 del Codice Penale, chiunque introduce nel territorio dello Stato o mette in circolazione monete false può incorrere in una pena da 4 a 12 anni di reclusione e multa fino a 1.500 euro per ogni biglietto.
Un colpo duro alla criminalità organizzata
Questo sequestro rappresenta un nuovo successo della Guardia di Finanza nella lotta alla contraffazione monetaria, fenomeno che nel 2023 ha visto la Banca d’Italia individuare in circolazione oltre 280.000 banconote false per un valio di 18 milioni di euro. Solo nel primo semestre 2024 i casi registrati sono già cresciuti del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
«Continueremo a investire risorse e competenze per garantire la sicurezza della moneta e tutelare cittadini e imprese» ha concluso il Colonnello La Gala. L’operazione dimostra ancora una volta come la Guardia di Finanza sia in prima linea nel contrasto ai traffici illeciti che minano l’economia legale e la fiducia nel sistema creditizio nazionale.
Il materiale sequestrato è ora custodito in luogo sicuro e sarà utilizzato a fini di prova nel processo penale. Le banconote false verranno successivamente distrutte secondo i protocolli previsti dalla Banca d’Italia, mentre apparecchiature informatiche e stampanti saranno analizzate per estrapolare ulteriori evidenze digitali.
Lascia un commento