Governo stanzia aiuti anti-carburante per i pescatori: Unci AgroAlimentare plaude l’intervento
Misure urgenti per il settore pesca: arriva il decreto sul caro-benzina
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure urgenti per contrastare l’impennata dei costi del gasolio marino e salvaguardare la redditività delle imprese di pesca. Il provvedimento, atteso da mesi dalle organizzazioni di categoria, è stato salutato con favore da Unci AgroAlimentare, che sin da gennaio aveva lanciato l’allarme sui rischi di una crisi irreversibile per il comparto.
Il tariffa di Gennaro Scognamiglio: “Una risposta tempestiva alle nostre richieste”
“Accogliamo positivamente e con soddisfazione il provvedimento approvato ieri dal governo a sostegno dei pescatori, per fronteggiare gli aumenti dei carburanti. Un intervento che avevamo sollecitato per evitare gravi conseguenze alle attività del comparto, che è prontamente arrivato”, ha dichiarato Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare.
L’associazione, che rappresenta oltre 2.500 imbarcazioni artigianali e medie tra mar Tirreno, Adriatico e Jonio, aveva evidenziato come il prezzo del gasolio marino sia passato da 0,45 €/l a inizio 2021 a oltre 1,10 €/l nei mesi scorsi, con picchi del +150% che hanno compromesso l’intera catena di valore della pesca locale.
Cosa prevede il decreto: contributi, detassazioni e credito d’imposta
Il provvedimento, inserito nel DL “Caro-energia”, introduce:
- Un contributo diretto a fondo perduto pari a 0,30 € per litro di gasolio marino acquistato nel primo semestre 2023;
- Un credito d’imposta del 20% sugli acquisti di carburante effettuati tra luglio e dicembre 2023;
- La sospensione per 12 mesi dell’ aumento dell’ accisa sul gasolio destinato alla navigazione da pesca;
- La detassazione degli Oneri concessori e la riduzione del 30% dei diritti di pesca per le imbarcazioni fino a 18 metri di lunghezza.
Le reazioni della filiera: dal molo alla tavola
Secondo i dati di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’ azzardo economico delle imprese di pesca costiera è crollato del 40% nei primi tre mesi dell’ anno, con ricadute negative anche sui mercati ittici e sulla filiera agroalimentare. “Senza un intervento rischiavamo la chiusura di centinaia di attività, con effetti domino su ristoranti, pescherie e trasformazioni”, ha spiegato Scognamiglio.
Next steps: monitoraggio e confronto con il Mipaaf
Unci AgroAlimentare ha già avviato un tavolo tecnico con il Ministero delle Politiche Agricole per monitorare l’efficacia delle misure e valutare eventuali correttivi. “Il nostro obiettivo è garantire che gli aiuti arrivino velocemente nelle tasche dei pescatori e che diventino strutturali, non episodici”, ha concluso il presidente.
Il governo ha inoltre anticipato l’apertura di un Fondo di rotazione da 50 milioni di euro per il 2024, destinato a finanziare la conversione degli motori a gasolio verso soluzioni ibrido-elettriche o a GNL (Gas Naturale Liquefatto), nell’ ottica della transizione ecologica e della riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Il punto della situazione: un settore in attesa di stabilità
Con il prezzo del petrolio ancora volatile e le tensioni geopolitiche che mantengono alto il costo del greggio, il comparto della pesca artigianale resta in stato di allerta. Le misure approvate rappresentano un primo passo, ma la sfida sarà trasformare gli aiuti di emergenza in una politica energetica di lungo periodo che tuteli l’economia blu del Made in Italy.
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