Salerno: maxi-sequestro di ricci di mare, due pescatori di frodo colti in flagrante
La Guardia di Finanza di Napoli ha sgominato un’organizzazione di pescatori di frodo davanti alla Marina di Arechi di Salerno, sequestrando migliaia di ricci di mare protetti e l’intera attrezzatura utilizzata per la pesca illegale. L’operazione, condotta dal Reparto Operativo Aeronavale, ha portato all’identificazione e alla denuncia di due uomini, uno dei quali residente in Puglia.
Il blitz nella baia di Salerno
Nelle prime ore dell’alba, le unità navali della Gdf hanno intercettato un’imbarcazione che stava prelevando Paracentrotus lividus – il riccio di mare mediterraneo – in acque territoriali salernitane. I militari, dopo aver effettuato un controllo a sorpresa, hanno scoperto a bordo oltre 3.500 esemplari di questa specie tutelata, per lo più ancora vivi e stipati in sacchi di plastica.
Il quantitativo sequestrato supera di gran lunga i limiti consentiti dalla legge: attualmente è consentita la raccolta massima di 50 ricci al giorno per pescatore ricreativo, mentre la pesca professionale è soggetta a specifiche deroghe e stagionalità. Nessuna delle due persone fermate era in possesso di autorizzazioni.
Arresti e sequestri: il bilancio dell’operazione
- 3.500 ricci di mare pronti per essere immessi sul mercato nero
- 2 reti da pesca di tipo professionale, lunghe complessivamente 400 metri
- 1 imbarcazione di 8 metri con motore fuoribordo da 250 CV
- attrezzatura subacquea (fucili sub, muta, coltelli)
I due pescatori – un 42enne di Salerno e un 38enne di Foggia – sono stati denunciati per disturbo alla fauna ittica, pesca illegale in acque territoriali e ricettazione. L’imbarcazione e gli attrezzi sono stati sottoposti a sequestro preventivo; i ricci, invece, sono stati rimessi in mare nel più breve tempo possibile, grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Perché la pesca dei ricci di mare è così controllata
Il riccio di mare è un bioregolatore fondamentale degli ecosistemi marini costieri: si nutre di alghe e mantiene l’equilibrio tra le diverse specie vegetali presenti sui fondali rocciosi. La sua scomparsa ha effetti a catena sull’intera barriera algale, compromettendo la biodiversità e la stabilità della costa.
Per questo motivo, dal 2018 la Regione Campania ha rafforzato i controlli in collaborazione con le Capitanerie di porto e la Gdf, incrementando i turni di pattugliamentamento sia di giorno che di notte. Solo nel 2023, nel Golfo di Salerno sono stati effettuati oltre 120 controlli, con 18 denunce e sequestri per oltre 25.000 ricci illegali.
Le sanzioni previste dalla legge
Chi viene sorpreso a raccogliere ricci di mare in violazione delle norme rischia:
- Multe da 500 a 3.000 euro per ogni esemplare eccedente il limite
- Arresto fino a 6 mesi per pesca di frodo in zone protette
- Sequestro dell’imbarcazione e dei reperti
- Sospensione della licenza di pesca fino a 3 anni
«La tutela del mare è una priorità – ha dichiarato il comandante del ROAN di Napoli, tenente colonnello Marco Verde – e continueremo a portare avanti questi controlli con determinazione, anche grazie all’uso di moderne tecnologie come i droni termici e i sonar di ultima generazione».
Come riconoscere il riccio di mare protetto
Il Paracentrotus lividus si distingue per il corpo sferico ricoperto di spine nere o violacee, lunghe fino a 3 cm. Vive tra 0 e 30 metri di profondità, preferendo fondali rocciosi e praterie di Posidonia oceanica. La sua stagione riproduttiva va da maggio a agosto: per questo, in quei mesi, la raccolta è totalmente vietata.
I consumatori sono invitati a acquistare sempre ricci con etichetta tracciabile e a verificare che il venditore esponga la licenza di commercio rilasciata dalla Regione. In caso di dubbi, è possibile segnalare le irregolarità al numero verde 803.117 della Guardia di Finanza.
L’operazione di Salerno si inserisce nel più ampio piano nazionale “Mare Sicuro 2024”, che prevede controlli quotidiani lungo le 8.000 km di costa italiana per contrastare pesca illegale, traffico di rifiuti e sfruttamento non autorizzato delle risorse marine.
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