Abbattimento a Montecorice: maxi-platea abusiva nel Parco del Cilento dovrà scomparire
Ordinanza shock dell’Ente Parco: via la platea in calcestruzzo senza permessi
L’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha firmato un’ordinanza che ordina l’immediato abbattimento di una platea in calcestruzzo realizzata senza alcuna autorizzazione nel territorio di Montecorice, in piena zona protetta. Il provvedimento, datato 12 giugno 2025, fa seguito a una meticolosa indagine dei carabinieri del Reparto Parco di Castellabate, che hanno accertato la totale assenza dei titoli edilizi necessari per l’intervento.
Accertamenti dei Carabinieri: irregolarità flagranti
I militari, durante un’ispezione di routine, hanno scoperto che la platea – delle dimensioni di circa 200 mq – era stata gettata in un’area sottoposta a vincolo paesistico-ambientale, classificata zona B del Parco. L’opera, secondo quanto ricostruito, era stata realizzata nel corso del primo trimestre 2025, scavalcando completamente la Valutazione di Incidenza prevista dall’art. 34-ter del D.Lgs. 42/2004 per le aree tutelate.
- Mancata richiesta di permesso di costruire
- Assenza di valutazione paesaggistica
- Nessuna comunicazione all’Ente Parco
- Violazione del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) del Parco
Multe e tempi di demolizione
Oltre all’ordine di abbattimento, il responsabile dell’intervento – un imprenditore edile di Agropoli già noto alle forze dell’ordine – dovrà pagare una multa di 5.000 euro e sostenere i costi della demolizione, stimati in almeno 15.000 euro. Il tutto dovrà essere completato entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza, pena l’intervento coattivo da parte del Comune di Montecorice con addebito delle spese.
La tutela del territorio è prioritaria
«Ogni centimetro di questa costa è patrimonio UNESCO – ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco, Tommaso Pellegrino –. Non possiamo permettere che speculazioni abusive deturpino il paesaggio e compromettano gli ecosistemi. L’ordinanza è un segnale chiaro: chi trasgredisce pagherà».
Montecorice tra mare e vincoli ambientali
Il piccolo comune del Cilento, con poco più di 2.500 residenti, si estende per 27 kmq di cui oltre il 70 % ricade in area protetta. Le sue frazioni – Acquaviva, Celso, San Pietro e Lago – sono immerse nella macchia mediterranea e si affacciano sul Torrente Solofrone, habitat prioritario per la conservazione della biodiversità. Proprio qui, nel 2023, era già stato abbattuto un manufatto abusivo in località Fornace, a dimostrazione di un’attenzione crescente da parte delle istituzioni.
Cosa prevede la normativa per le aree protette
Il D.Lgs. 42/2004 e il Piano del Parco vietano qualsiasi nuova costruzione in zona B, salvo deroghe motivate da interesse pubblico e previa Valutazione di Incidenza. Le sanzioni vanno da 2.000 a 10.000 euro per i privati, fino alla denuncia penale per danno ambientale se l’opera determina alterazioni significative del paesaggio.
Prossimi passi: controlli rafforzati e drone therapy
L’Ente Parco ha annunciato che, a partire da luglio, verrà attivato un sistema di videosorveglianza aerea con droni per monitorare i cantieri non autorizzati lungo la costa tra San Marco di Castellabate e Montecorice. «Vogliamo prevenire, non solo punire – ha concluso Pellegrino –. Il Cilento è un bene comune: va difeso ogni giorno».
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