Kalashnikov in strada per un video social: due arresti a Marcianise
Marcianise (Caserta) – Automatiche mitra AK-47 in piena via Fuccia, panico tra gli automobilisti e blitz lampo dei Carabinieri. Non era un’azione di malà vita, bensì l’ennesima bravata per alimentare il seguito sui social. A finire in manette, nella notte tra mercoledì e giovedì, sono stati due giovani originari della provincia di Salerno: denunciati per detenzione illegale di armi da guerra e seminato terrore su una delle arterie più trafficate dell’hinterland casertano.
La segnalazione: armi in pista durante l’ora di punta
Erano le 23:30 circa quando il Centro Operativo 112 della Caserta ha ricevuto la prima chiamata. «Ci sono due raggi in moto che puntano le armi verso le auto», ha detto un automobilista. In pochi minuti altre segnalazioni analoghe hanno allertato Radio Carabinieri e la Compagnia di Marcianise, che ha immediatamente diramato un’unità della Sezione Radiomobile e una gazzella del Nucleo Operativo e Radiomobile (NOR).
Le forze dell’ordine hanno intercettato i due centauri all’altezza dello svincolo per l’Area Industriale. Alla vista dei militari i giovani hanno tentato la fuga, ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento. Nel sottosella della moto una carabina Kalashnikov con caricatore inserito e 30 colpi; nell’altro scooter un mitra scorpion con otturatore armato.
Identità e precedenti dei fermati
I due, un 23enne e un 25enne residenti a Nocera Inferiore e Pagani, già noti per reati contro il patrimonio, non hanno opposto resistenza. All’interno degli zaini i militari hanno sequestrato:
- un passamontagna nero,
- due telefonini ancora in registrazione,
- un gimbal per riprese stabilizzate,
- munizionamento per entrambe le armi (circa 120 colpi).
Accertamenti balistici hanno confermato che le armi erano perfettamente funzionanti, seppure revisionate e con numeri di matricola abrase.
Il movente: cercare il “like” ad ogni costo
Interrogati dai militari dell’Arma, i giovani hanno ammesso di avere organizzato l’azione per “fare visualizzazioni” su un noto social network. Il progetto era semplice: pubblicare un video in cui spuntavano armi da guerra in mezzo al traffico, sperando diventasse virale. Le immagini, già montate, erano pronte per essere caricate entro la mezzanotte, corredate da una colonna sonora rap e da effetti di luce.
«Purtroppo il fenomeno delle challenge estreme sta assumendo contorni pericolosi – spiega il capitano Mario Esposito, comandante della Compagnia Carabinieri di Marcianise –. I giovani rischiano la vita e mettono in serio pericolo gli altri utenti della strada per pochi secondi di notorietà online.»
L’inchiesta e i rischi penali
Il pm di turno presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il trasferimento in carcere con l’accusa di:
- Detenzione illegale di armi comuni da guerra, art. 1 co. 2 L. 895/67;
- Porto abusivo di armi in luogo pubblico, art. 4 L. 110/75;
- Favoreggiamento personale interdetto, per aver occultato le matricole;
- Produzione di materiale pericoloso per la pubblica incolumità.
La pena prevista va da 5 a 12 anni di reclusione, con incrementi se si dovesse accertare la finalità di associazione per delinquere.
Il contesto: il business delle armi clandestine
Secondo l’Analisi della Criminalità Organizzata della Direzione Investigativa Antimafia, il mercato nero delle armi da guerra è in recrudescenza nel Sud Italia. I prezzi oscillano:
- tra i 1.500 € e i 3.000 € per un fucile d’assalto AK-47;
- circa 1.200 € per un mitra scorpion con caricatore.
Molte armi provengono dai balcani e transitano lungo la A30 e la A1, approfittando del traffico di stupefacenti in direzione Campania e Puglia.
La risposta delle istituzioni
Il sindaco di Marcianise, Antonio Speranza, ha convocato per la prossima settimana un tavolo sulla sicurezza con prefetto, questore e comando provinciale Carabinieri. Tra le misure allo studio:
- Aumento delle patrolle miste nelle ore serali;
- Installazione di telecamere ad alta definizione su via Fuccia e svincoli;
- Campagna nelle scuole sul rischio social challenge.
Speranza dichiara: «Non permetteremo che Marcianise diventi il set di video criminali. Chiunque minacci l’incolumità dei cittadini sarà punito con la massima severità».
Il monito degli esperti: usare la rete con consapevolezza
«I social network non sono giudici, ma amplificano comportamenti estremi – afferma la dott.ssa Lucia Bianchi, psicoterapeuta esperta in dipendenze da smartphone –. Serve educazione all’uso consapevole della tecnologia, partendo dalle famiglie e dalle scuole. Ogni like ottenuto con la paura degli altri è un boomerang che può rovinare il futuro di questi ragazzi.»
I due fermati restano in attesa di interrogatorio di convalida fissato per lunedì prossimo. Le indagini proseguono per accertare la provenienza delle armi e individuare eventuali complici. I Carabinieri invitano chiunque possieda informazioni a contattare la caserma di Marcianise (tel. 0823/XXXXXX) o la linea Gratuita 112. Il caso dimostra, ancora una volta, come la sete di visibilità possa traghettare i più giovani verso gesti pericolosi, destinati a rimanere impressi non solo sul web, ma anche nei registri penali.
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