Caro gasolio agricolo: in un mese l’agricoltura italiana perde 86 milioni di euro
Il prezzo del gasolio agricolo vola a 1,45 €/litro e il settore primario italiano brucia 86 milioni di euro in appena 30 giorni. È la fotografia scattata da UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) elaborando i dati ufficiali del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica): un bolletto da urlo che rischia di mettere in ginocchio imprese, cooperative e aziende agricole di tutto lo Stivale.
Perché il gasolio agricolo è strategico (e oggi insostenibile)
Il gasolio agricolo agevolato – comunemente definito “verde” per il colore del nastro fiscale – alimenta trattori, mietitrebbiatrici, irroratrici e macchine per la lavorazione del suolo. Senza di esso, ogni fase della filiera produttiva si blocca: dalla preparazione del terreno alla raccolta, fino al trasporto delle merci nei mercati ortofrutticoli.
Secondo le stime UNCAI, l’intero comparto consuma ogni mese circa 60 milioni di litri di carburante. Con il prezzo attuale a 1,45 €/litro, il costo complessivo si attesta a 87 milioni di euro mensili, contro i 26 milioni di un anno fa, quando il litro si aggirava sui 0,43 €. Il saldo, in meno di un anno, è di +235% – un’impennata senza precedenti nella storia recente del settore.
Le regioni più colpite e i rischi per la filiera
L’analisi di UNCAI fotografa le differenze regionali:
- Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto – cuore della meccanizzazione italiana – registrano i maggiori incrementi in valore assoluto.
- Sicilia, Puglia e Calabria subiscono il peso maggiore in termini di percentuale sul fatturato aziendale.
I contoterzisti, cooperative e imprese di meccanizzazione sono quelle più esposte: “Ogni ora di lavoro in più costa 3-4 euro solo di carburante”, spiega il presidente Giordano Riello. “Stiamo erodendo i margini su colture strategiche come grano, mais e barbabietola, con un effetto domino su prezzi al consumo e sicurezza alimentare nazionale.”
I numeri chiave in sintesi
- Consumo mensile gasolio agricolo: 60 milioni di litri
- Costo medio attuale: 1,45 €/litro
- Costo mensile 2024: ≈ 87 milioni €
- Costo mensile 2023: ≈ 26 milioni €
- Perdita cumulata in un mese: 86 milioni €
- Incremento percentuale: +235%
Quali soluzioni per evitare il tracollo
UNCAI lancia un piano d’emergenza articolato in quattro punti:
- Decreto carburanti agricoli per ridurre ulteriormente l’accisa o prevedere sconti fiscali legati al prezzo di mercato.
- Fondo speciale di rotazione gestito da ISMEA per anticipazioni di cassa alle imprese con contratti pluriennali di fornitura.
- Revisione del sistema di stockholding obbligatorio per evitare speculazioni finanziarie sulle scorte strategiche.
- Incentivo all’efficientamento energetico di motori e macchine agricole tramite super-ammortamento e fondi PNRR.
Il rischio inflazione alimentare
L’aumento del gasolio agricolo non resta confinato nelle campagne. Secondo l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), ogni +10% sul costo del carburante agricolo si traduce in un +1,5% sul prezzo finale di pane, pasta, olio e ortofrutta. Con il balzo attuale, l’impatto potenziale sui prezzi al consumo è stimato fra il +7% e il +10% entro la fine dell’anno.
“Non possiamo permetterci che i rincari del petrolio trasformino il made in Italy in un bene di lusso”, conclude Riello. “Servono interventi immediati per tutelare imprese e consumatori.”
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