Carta di Amalfi, dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza è legge
Il primo capitolo della Carta di Amalfi si chiude con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto Sicurezza: commi 4 e 6 dell’articolo 6 accolgono le istanze di sindaci e amministratori delle principali destinazioni turistiche italiane, rafforzando controlli e gestione dei flussi nei centri a vocazione internazionale.
Con la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la conseguente pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2023, il Decreto Sicurezza diventa legge dello Stato. All’interno del provvedimento – elaborato dal ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi – sono stati inseriti nel testo definitivo i commi 4 e 6 dell’articolo 6, che recepiscono in toto due delle richieste-chiave avanzate dai 21 sindaci firmatari della Carta di Amalfi.
Cosa prevedono i commi 4 e 6 dell’articolo 6
I due commi introducono strumenti operativi inediti per le città turistiche:
- Coma 4 – Task-force interforze con poteri temporanei: il prefetto, su richiesta motivata del sindaco, può istituire un’unità di crisi mista Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale per periodi massimi di 30 giorni rinnovabili, con l’obiettivo di presidiare siti sensibili e presidiare le maggiori vie di accesso.
- Coma 6 – Ordinanza contingibile per il contenimento dei flussi: il sindaco può emettere ordinanze ad hoc per regolamentare l’accesso di autobus turistici, limitare orari e percorsi di visita nei centri storici e nei siti UNESCO e contingentare l’ingresso in spiagge e aree naturali protette, previa consultazione con la prefettura e il ministero del Turismo.
Dalla Carta di Amalfi alle norme: la marcia dei sindaci turistici
La Carta di Amalfi, sottoscritta il 30 maggio 2023 ad Amalfi (SA) da 21 amministrazioni costiere e montane, tra cui Venezia, Firenze, Cortina, Capri, Taormina e le Cinque Terre, chiedeva al governo «interventi concreti di sicurezza urbana e gestione sostenibile dei flussi». Dopo incontri tecnici al Viminale e audizioni in Commissione parlamentare, la bozza iniziale è stata ampliata con la firma di altri 37 sindaci il 19 giugno, raggiungendo un bacino di oltre 80 milioni di presenze turistiche annue.
Le reazioni dei primi cittadini
Il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, ha commentato: «È un risultato storico: per la prima volta le esigenze dei territori turistici non sono state liquidate con promesse, ma tradotte in norma. Ora si apre la fase operativa». Sulla stessa linea l’assessore alla sicurezza di Venezia, Paola Mar: «Potremo disporre di risorse e uomini per far rispettare le regole in città senza più dover improvvisare ogni estate».
Prossimi passi: fondi e regolamenti attuativi
Il ministero dell’Interno ha stanziato nel capitolo 2853 del bilancio 2023 un fondo dedicato di 45 milioni di euro per il triennio 2023-2025, destinato a dotare le città firmatarie di sistemi di videosorveglianza intelligente, tornelli elettronici e personale di supporto. Entro il 30 settembre 2023 saranno emanate le linee guida tecniche; i sindaci dovranno trasmettere alla prefettura un piano di contenimento flussi entro il 15 novembre, pena la decadenza dei benefici economici.
Il futuro della Carta di Amalfi: tassa di soggiorno 2.0 e piattaforma unica di prenotazione
I firmatari stanno lavorando a una seconda fase: la revisione della tassa di soggiorno (oggi fissata in 1-7 euro a notte) legata al reale impatto ambientale e alla stagionalità, e la creazione di una piattaforma digitale unica che centralizzi prenotazioni, biglietti e accessi nei siti maggiormente a rischio sovraffollamento. «L’obiettivo è tutelare residenti e turisti, garantendo un’esperienza di qualità senza trasformare i nostri borghi in Disneyland», ha concluso il sindaco di Taormina Eligio Giardina.
Con la conversione in legge del Decreto Sicurezza e l’avvio dei primi interventi, la Carta di Amalfi passa dalle intenzioni ai fatti: l’estate 2023 potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione di turismo sostenibile e sicuro in Italia.
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