Epatite A, allarme contagio nel Salernitano: primi ricoveri e casi autoctoni
L’epatite A torna a far paura in Campania. Dopo l’ondata di contagi registrata a Napoli e nell’area metropolitana napoletana, il virus si è diffiso nella bassa Campania, interessando anche la provincia di Salerno. I reparti di Malattie Infettive degli ospedali compresi tra Scafati e Sapri stanno già registrando ricoveri legati a intossicazioni alimentari e sierologici positivi, mentre emergono i primi casi sospetti autoctoni.
Contagi da Epatite A: il virus si espande dal Napoletano al Salernitano
Il virus dell’epatite A (HAV) si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, spesso attraverso alimenti o acqua contaminati. Le condizioni igieniche precarie, la diffusione di frutti di mare crudi o poco cotti e la promiscuità sociale possono favorire l’insorgenza di focolai epidemici. È quanto sta accadendo in Campania dove, secondo le prime segnalazioni, numerosi pazienti affetti da epatite A provengono proprio dall’area napoletana.
Ospedali scafatesi e sapresi hanno attivato i protocolli sanitari, isolando i pazienti sintomatici (febbre, astenia, ittero, nausea) ed eseguendo indagini sierologiche per tracciare la catena dei contagi. L’epatite A, seppur nella maggior parte dei casi autolimitantesi, può richiedere ricovero in presenza di:
- sintomi clinici importanti (prostrazione, vomito incontrollabile, disidratazione);
- aumento marcato degli enzimi epatici (ALT/AST) e bilirubina;
- fattori di rischio individuali (età, patologie concomitanti).
Primi casi autoctoni nel Salernitano: la preoccupazione aumenta
Fino a qualche settimana fa si riteneva che il focolaio fosse confinato alla sola area napoletana; oggi l’arrivo di pazienti residenti in provincia di Salerno, privi di legami epidemiologici con Napoli, fa temere la trasmissione secondaria sul territorio. Il caso sospetto “autoctono” menzionato dalle fonti ospedaliere ha immediatamente attivato l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Salerno e il Dipartimento di Prevenzione, che hanno:
- avviato l’indagine epidemiologica per identificare possibili fonti comuni di infezione (es. ristoranti, supermercati, molluschi);
- rafforzato la sorveglianza dei sintomi gastrointestinali negli ambulatori dei Medici di Medicina Generale;
- diffuso raccomandazioni sanitarie alla popolazione, focalizzandosi su igiene delle mani, consumo di alimenti ben cotti e acqua sicura.
Prevenzione e vaccino anti-HAV: cosa fare ora
Non esiste un trattamento specifico per l’epatite A; la cura è di tipo supportivo (riposo, idratazione, alimentazione bilanciata). La prevenzione, invece, è efficace e si fonda su due pilastri:
- Vaccinazione anti-HAV: due dosi garantiscono immunità duratura. È raccomandata per bambini (calendario pediatrico), operatori sanitari, personale di mense e distribuzione alimentare, viaggiatori in aree endemiche, omosessuali maschi e soggetti con epatopatie croniche;
- Igiene alimentare e personale: lavaggio accurato delle mani con acqua e sapone dopo ogni uso del bagno e prima di cucinare; cottura accurata di frutti di mare e verdure; acqua potabile certificata.
Le farmacie del Salernitano registrano già un aumento delle richieste di vaccino; l’ASL ha temporaneamente attivato punti straordinari di somministrazione per i gruppi a rischio. Il costo del vaccino (circa 50-70 €) può essere totalmente gratuito per le categorie indicata dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Impatto economico e sociale
Il focolaio ha messo in luce le fragilità della filiera alimentare campana e del sistema depurativo, già sotto stress per le infiltrazioni mafirosi e la manutenzione carente. La chiusura precauzionale di alcuni ristoranti e l’impiego di risorse sanitarie per isolamento e contact tracing stanno producendo un costo sociale ed economico stimato in diverse centinaia di migliaia di euro per la sola provincia di Salerno.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il piccolo focolaio salernitano potrebbe assecondare l’onda di contagi invernali, quando le più strette convivenze domestiche favoriscono la trasmissione. Tuttavia, gli specialisti ritengono che una tempestiva campagna vaccinale e la corretta informazione possano interrompere la catena entro la fine dell’anno. L’auspicio è di evitare il ripetersi del 2017, quando in Italia si registrarono oltre 4.500 casi, di cui più di 1.000 solo in Campania.
Resta aggiornato: consulta il sito dell’Ministero della Salute e dell’ASL Salerno per le nuove disposizioni, i punti vaccinali gratuiti e le raccomandazioni alimentari. In caso di sintomi sospetti (ittero, nausea, urine scure), rivolgiti immediatamente al tuo medico: una diagnosi precoce salva la tua salute e riduce il rischio di ulteriori contagi.
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