Truffe WhatsApp clonate a Salerno: come funzionano e come difendersi
Attenzione ai messaggi di amici in difficoltà: potrebbero essere truffe con WhatsApp clonati. È l’allarme lanciato dalle forze dell’ordine in tutta la provincia di Salerno, dove centinaia di utenti stanno ricevendo richieste di prestiti urgenti da profili falsi. L’esca più ricorrente: «Ciao, potresti prestarmi 750 euro?».
Come si diffonde la truffa nel salernitano
Dalla piana di Scafati fino alle coste di Sapri, i casi segnalati sono ormai all’ordine del giorno. I truffatori clonano l’account WhatsApp di una persona reale – spesso prelevando foto e nome dal profilo Facebook o Instagram – e inviano messaggi ai contatti presenti nella rubrica. Il testo è studiato per suscitare empatia e fretta: l’amico ha bisogno di 750 euro subito, magari per un’emergenza sanitaria o per pagare un debito imprevisto.
Il meccanismo del raggiro
Le vittime, credendo di aiutare un conoscente, effettuano un bonifico immediato su un IBAN intestato a terzi oppure ricaricano una carta prepagata. Una volta incassato il denaro, i criminali digitale cancellano il profilo clonato e spariscono. Il saldo delle truffe accertate solo nell’ultimo mese supera già i 25.000 euro, ma gli investigatori temono che il dato sia solo la punta dell’iceberg.
Perché la provincia di Salerno è nel mirino
Secondo gli esperti di cybersecurity, il salernitano è un territorio “ideale” per tre motivi:
- Alta penetrazione di WhatsApp: oltre l’85% dei residenti tra i 18 e i 65 anni utilizza l’app per comunicare.
- Fitta rete di parentele: la tendenza ad aiutare familiari ed amici rende più probabile la risposta positiva alla richiesta di denaro.
- Scarsa alfabetizzazione digitale: molti utenti non conoscono le funzioni di sicurezza dell’app, come la verifica in due passaggi.
Come riconoscere un account clonato: 5 segnali d’allarme
- Numero di telefono diverso: il mittente usa un account non presente nella tua rubrica, pur mostrando nome e foto del tuo amico.
- Tono insolito: frasi troppo formali o, al contrario, eccessive espressioni d’affetto non tipiche del contatto reale.
- Richiesta di denaro immediata: “ho bisogno subito di 750 euro” è il canto preferito dei truffatori.
- Impossibilità di chiamare: il truffatore evita le telefonate, giustificandosi con “non ho campo” o “mi ha rotto il microfono”.
- Coordinate bancarie nuove: l’IBAN o la carta prepagata non appartengono alla persona con cui credi di parlare.
Le parole della Polizia Postale
Il tenente colonnello Marco Rinaldi, responsabile del compartimento Polizia Postale di Salerno, spiega:
«Stiamo assistendo a un’escalation di truffe via WhatsApp. Invitiamo i cittadini ad abilitare sempre la verifica in due passaggi e a contattare verbalmente l’amico prima di qualsiasi versamento. Segnalate subito l’account sospetto dentro l’app: bastano tre clic per bloccarlo e aiutare le indagini.»
3 mosse per difendersi subito
- Attiva la verifica in due passaggi: in WhatsApp vai su Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi e inserisci un PIN segreto. Senza quel codice nessuno potrà registrare il tuo numero su un altro dispositivo.
- Controlla l’ultima volta online: se il tuo amico è visibilmente attivo mentre tu ricevi messaggi da un “altro” numero, qualcosa non torna.
- Conferma con una chiamata vocale: bastano 30 secondi per accertarti che la richiesta di soldi sia autentica.
Cosa fare se sei già caduto nella trappola
Hai effettuato un bonifico? Tempo di recupero: 24-48 ore. Disponi di un’finestra per richiedere il recall (revoca) attraverso la tua banca. Se invece hai ricaricato una Postepay o una carta estera, sporgi denuncia ai Carabinieri o alla Polizia di Stato e allega la ricevuta: i pagamenti tracciabili permettono di individuare gli intestatari e bloccare il prelievo.
Il costo sociale della truffa
Oltre al danno economico, questi raggiri lasciano un profondo senso di inganno tra amici e parenti. «Quando ho scoperto che non era Davide ma un falso profilo, mi sono sentita tradita» racconta Lucia, 42enne di Cava de’ Tirreni, raggirata per 750 euro. «Ora ho paura ad aprire qualsiasi messaggio.»
WhatsApp risponde: «Sicurezza è priorità»
Un portavoce di WhatsApp Italia dichiara:
«Sappiamo che i criminali possono usare numeri rubati o clonati per ingannare gli utenti. Per questo stiamo testando strumenti di intelligenza artificiale che avvisano automaticamente quando un contatto ha comportamenti anomali. Intanto raccomandiamo di non condividere mai il codice di verifica che arriva via SMS: è la chiave per proteggere il vostro account.»
Conclusione: la truffa del WhatsApp clonato è in agguato, ma bastano pochi accorgimenti per mandare i truffatori a vuoto. Diffida delle richieste di denaro, verifica sempre, e ricorda: un vero amico non si offenderà mai se gli chiedi di parlare al telefono prima di aiutarlo.
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