Ospedale Agropoli, Nursind denuncia: «Pronto soccorso cancellato dagli atti ufficiali»
Agropoli (SA) – «Il Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Agropoli è sparito dai documenti ufficiali della Asl Salerno». A lanciare l’allarme è Tomasco ù, segretario provinciale del Nursind Salerno, il sindacato autonomo delle professioni infermieristiche, che torna a puntare il dito contro la lunga serie di rallentamenti e promesse non mantenute sul destino del presidio cilentano.
Pronto soccorso fantasma: la denuncia di Nursind
Secondo ù Tomasco, il repato di emergenza-urgenza risulta formalmente attivo, ma «nei fatti non esiste più». «Dai verbali dell’ultima riunione di direzione generale non risulta alcun accenno al punto di ristoro del nosocomio agropolese – spiega il sindacalista – come se la riattivazione del pronto soccorso, promessa più volte negli ultimi tre anni, fosse stata archiviata senza comunicazioni ufficiali».
La mancanza di un’offerta di soccorso strutturata costringe i cittadini del comprensorio a rivolgersi agli ospedali di Vallo della Lucania o persino di Salerno, con tempi di percorrenza che nella stagione estiva possono superare i 60 minuti. Una situazione che, sottolinea Nursind, «mette a rischio la sicurezza di residenti e turisti».
Il cronoprogramma mai rispettato
Nel luglio 2021 la Asl Salerno aveva presentato un cronoprogramma che prevedeva:
- riapertura del pronto soccorso entro dicembre 2021, con l’assunzione di 15 infermieri aggiuntivi;
- potenziamento della radiologia e del laboratorio di analisi per garantire 24 ore di servizio;
- attivazione di 4 posti letto di osservazione breve intensiva (OBI) entro marzo 2022.
A oggi, nessuno di questi impegni risulta onorato. «Le assunzioni non sono partite, i locali del pronto soccorso restano chiusi e i barelli sono accatastati nei corridoi del reparto di medicina» denuncia ù Tomasco, che ha inviato una diffida formale al direttore generale Asl, dr. Giuseppe Forlenza, chiedendo un incontro entro 10 giorni.
La replica (in attesa) dell’azienda sanitaria
Al momento la Asl Salerno non ha rilasciato note stampa ufficiali sullo stato dell’arte. Fonti interne, però, fanno trapelare che la revoca della deroga per il pronto soccorso sarebbe legata alla carenza di 11 medici di emergenza, cifra ritenuta «insostenibile» dal management. Una versione che non trova però riscontro negli atti pubblici: «Non risulta alcuna delibera di giunta o determinista dirigenziale che formalizzi la chiusura – insiste ù Tomasco – significa che legalmente il servizio dovrebbe essere garantito».
Il rischio “downgrading” per l’intero ospedale
Il timore del sindacato è che la mancanza di un pronto soccorso funzionante apra la strada al declassamento del presidio a semplice “ospedale di comunità”, con conseguente riduzione di posti letto (oggi 96) e chiusura di reparti strategici come chirurgia e ortopedia. Una prospettiva che «condannerebbe il Cilento a dipendere esclusivamente dal “Santa Maria dell’Olmo” di Vallo della Lucania», a 35 km di distanza.
La mobilitazione dei comuni e dei cittadini
Nelle ultime settimane i sindaci di Agropoli, Castellabate e Torchiarolo hanno raccolto oltre 5.000 firme per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico in Regione Campania. «Non è più tollerabile un approccio spot alla sanità territoriale – commenta il primo cittadino agropolese, Adamo Coppola – Agropoli supera i 20.000 abitanti stabili e registra flussi turistici di oltre 200.000 presenze l’anno: serve un pronto soccorso 24 ore su 24, punto».
Le parole chiave del futuro: risorse, trasparenza, tempi certi
Il Nursind ha annunciato un’azione legittimata davanti al Tar Campania qualora la Asl non fornisca entro dieci giorni:
- copia del piano di riorganizzazione ospedaliera 2023-2025;
- l’elenco aggiornato del personale in forza presso il presidio di Agropoli;
- le eventuali deroghe alla rete dell’emergenza con provvedimenti formali.
«Vogliamo chiarezza numerica: quanti medici, quanti infermieri, quanti posti letto – conclude ù Tomasco – non accettiamo più promesse elettorali: servono atti e finanziamenti». Intanto, i cittadini continueranno a monitorare i cancelli dell’ospedale, pronti a tornare in piazza se la politica non troverà una soluzione entro l’estate 2024.
Lascia un commento