Sarno dopo le fiere di Milano e Napoli: «Turismo sì, ma servono strategia e continuità»
Sarno torna dall’edizione 2024 della Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano e della Borsa Mediterranea del Turismo (BMT) di Napoli con il bagaglio pieno di contatti, social in tilt e qualche nuova partnership in serbo. L’amministrazione comunale ha portato nelle due kermesse campioni di enogastronomia, beni culturali e itinerari naturalistici del Monte Sarno e dell’Alto Calore, ottenendo attenzione da tour operator, blog di viaggio e associazioni alberghiere di tutta Europa.
Tra visibilità e strategia: Sirica (FdI) lancia l’allarme
«Partecipare alle fiere è un ottimo segnale – avverte Luigi Sirica, consigliere comunale di Fratelli d’Italia – ma senza un Piano strategico del turismo pluriennale rischiamo di restare un flash estivo». Secondo il capogruppo, il vero nodo da sciogliere è la visione d’insieme: «Serve sapere chi vogliamo attrarre, con quali servizi e con quali fondi». Sirica ha presentato un’interrogazione per sapere se l’assessorato al Turismo intende:
- redigere un atlante dei sentieri del Parco del Monte Sarno;
- aprire un tavolo permanente con Pro Loco, guide ambientali e operatori;
- destinare almeno il 10% del bilancio comunale a promozione e infrastrutture turistiche.
I numeri del turismo in Valle del Sarno: un potenziale ancora inespresso
Secondo l’Osservatorio Turistico regionale, la Valle del Sarno nel 2023 ha registrato:
- 120.000 presenze complessive, +8% sul 2022;
- media di 1,4 pernottamenti per visitatore, contro le 2,3 della Costiera Amalfitana;
- 63% turisti di passaggio, solo 19% “di prossimità” (residenti in Campania).
«Sono dati che indicano una domanda debole – commenta Valeria Esposito, ricercatrice dell’Università Suor Orsola Benincasa – ma anche una opportunità enorme: la valle è a meno di 40 minuti da Pompei e Salerno, ha siti UNESCO a portata di mano e tariffe alberghiere mediamente il 35% più basse rispetto alla Costiera».
Sarno punta sulla “destagionalizzazione” enogastronomica
Per sfuggire alla stagionalità, il Comune di Sarno ha in cantiere tre progetti, anticipati in esclusiva alla redazione:
- “Cantine Aperte a Natale”, tour nelle vinerie locali con degustazione di castagne e vino novello;
- “Via delle Confraternite”, percorso tra chiese barocche e musei del presepe artigianale;
- “ trekking urbano” serale, collegato alla linea Campania Express per Pompeii.
Next step: il bando da 1,5 milioni del PNRR
Il ministero del Turismo ha appena pubblicato l’Avviso “Destinazioni Turistiche Sostenibii”, con fondi PNRR per 1,5 milioni di euro destinati a comuni sotto i 50.000 abitanti. «Possiamo candidarci – spiega l’assessore al Turismo, Carmela Romano – ma servono progetti integrati: accoglienza, segnaletica, digitalizzazione dei siti e formazione delle guide». Il bando scade il 15 luglio 2024; la giunta dovrà presentare piano di marketing, studio di fattibilità e partnership con almeno tre operatori privati.
La sfida dei privati: agriturismi e B&B chiedono regole certe
Michele Stingo, titolare dell’agriturismo Font’Artana, ospita 4.000 visitatori l’anno: «Vogliono sentieri ben segnati, punti ristoro e Wi-Fi. Sul monte ci sono 14 km di trail, ma non trovi nemmeno una fontanella». Anche Confindustria Salerno ha chiesto un incontro: «Serve one-stop shop per le pratiche di turismo sostenibile – dice il direttore Giovanni Pagano – altrimenti gli investimenti migrano verso la Costiera».
Cosa aspettarsi nei prossimi 12 mesi
Se la visione politica e la programmazione troveranno sintesi, Sarno potrebbe entrare nei circuiti della slow tourism campano già nella stagione 2025. Gli obiettivi formalizzati dall’assessorato sono:
- +25% presenze tra ottobre e dicembre 2024, trainate dagli eventi enogastronomici;
- certificazione “Green Road” per il sentiero Valle delle Ferriere entro marzo 2025;
- almeno 10 strutture ricettive aderenti al sistema di booking integrato regionale.
«Il turismo – conclude Sirica – non si improvvisa con uno stand colorato. Servono regole, continuità, risorse. Altrimenti le fiere restano una bella vetrina, ma con il negozio vuoto». Le prossime settimane saranno decisive per capire se la città del Carnevale di San Michele saprà trasformare la visibilità in strategia, diventando destinazione e non più solo pausa caffè sulla via per la Costiera.
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