Addio a Paolo Cirino Pomicino, simolo della Dc napoletana: morto a 86 anni
Paolo Cirino Pomicino, uno dei volti più rappresentativi della Democrazia Cristiana degli anni Ottanta e protagonista indiscusso della politica napoletana e nazionale, è morto all’età di 86 anni presso l’ospedale Cardarelli di Napoli. L’ex ministro, soprannominato “Geronimo” per il suo stile battagliero e “’o ministro” dagli avversari politici, ha concluso la sua lunga e intensa corsa nella scena pubblica italiana.
Dagli esordi alla politica nazionale: la carriera di Cirino Pomicino
Nato a Napoli il 27 ottobre 1939, Cirino Pomicino ha iniziato la sua carriera politica negli anni ’70, rapidamente emergendo come una delle figure di spicco della Democrazia Cristiana campana. La sua ascesa culminò negli anni ’80, quando ricoprì importanti incarichi di governo, tra cui quello di ministro del Tesoro e ministro del Bilancio.
La sua leadership nella Dc fu segnata da una gestione assertiva e da una capacità di mediazione tra le diverse correnti interne al partito. Considerato un uomo di grande pragmatismo, Cirino Pomicino fu artefice di alcune delle riforme economiche più significative del periodo, riuscendo a mantenere un equilibrio tra esigenze di sviluppo e vincoli di bilancio.
Tangentopoli e la caduta: l’inchiesta che cambiò la sua vita
Negli anni ’90, Cirino Pomicino fu travolto dalla maxi-inchiesta Tangentopoli, che scosse le fondamenta del sistema politico italiano. Accusato di corruzione e altri reati legati alla cosiddetta “tangente ENEL”, fu condannato in primo grado. Tuttavia, negli anni 2000, la magistratura lo ha riabilitato, riconoscendo la sua estraneità ai fatti contestati in un primo momento.
Questo periodo fu per lui particolarmente difficile, ma anche una prova di resilienza. Dopo anni di silenzio e lontano dalla scena pubblica, riuscì a riabilitare la sua immagine, dedicandosi all’attività professionale e al sostegno di iniziative culturali e sociali nella sua città, Napoli.
L’eredita politica e il legame con Napoli
Nonostante le vicende giudiziarie, Cirino Pomicino è rimasto per molti un punto di riferimento politico e istituzionale. Il suo impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno e per il rafforzamento delle istituzioni locali lo ha reso una figura amata e discussa, ma sempre centrale nel dibattito pubblico.
Napoli gli deve molto: fu infatti tra i principali promotori di politiche volte a contrastare il sottosviluppo del Sud, sostenendo investimenti in infrastrutture, sanità e istruzione. Il suo stile diretto e la sua capacità di dialogo con le diverse forze politiche lo resero un interlocutore privilegiato anche negli anni successivi alla sua uscita di scena.
Un uomo tra storia e polemica
La figura di Paolo Cirino Pomicino resta complessa e poliedrica. Da un lato, l’uomo politico capace di intessere relazioni profonde e durature; dall’altro, il protagonista di una stagione travagliata della politica italiana, segnata da scandali e riforme.
Con la sua scomparsa, si chiude un capitolo importante della storia della Prima Repubblica. Il suo nome resta legato a un’epoca di grandi trasformazioni, di speranze e delusioni, ma anche di una politica fatta di relazioni umane, di passione e di impegno civile.
I funerali e i messaggi di cordoglio
Le esequie di Cirino Pomicino si terranno nei prossimi giorni a Napoli, dove sono attesi numerosi rappresentanti istituzionali e cittadini. In tanti hanno già ricordato la sua figura con parole di stima e riconoscenza, evidenziando il suo ruolo cruciale nella storia politica italiana.
Tra i messaggi di cordoglio, quello del sindaco di Napoli, che ha definito Pomicino “un uomo che ha dedicato la sua vita alla città e al Paese, con passione e dedizione”. Anche numerosi esponenti politici di varie appartenenze hanno espresso il loro dolore, sottolineando l’importanza della sua eredità.
Paolo Cirino Pomicino lascia un vuoto profondo nel panorama politico italiano, ma anche un esempio di tenacia, passione e attaccamento alle proprie radici. Napoli e l’Italia intera perdono un uomo che ha segnato profondamente la storia della Repubblica.
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